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Eboli. Giro di prostituzione nella frazione di Santa Cecilia, arrestate quattro persone

Scritto da Redazione il 15 aprile 2014 in Cronaca,Evidenza. Stampa articolo

prostituzioneEboli. Smantellata nella frazione di Santa Cecilia un’organizzazione criminale finalizzata al reclutamento ed allo sfruttamento della prostituzione. In manette sono finiti Niculae Popovici , 26enne rumeno, residente a Pontecagnano, Sami Ouarsan , 33enne marocchino, residente a Battipaglia, Nelu Banta Gheorghita , 29enne rumeno, senza fissa dimora e Erika Sacalus , 27enne rumena, senza fissa dimora.

L’indagine, avviata nello scorso mese di marzo, ha permesso di ricostruire l’operato dei quattro malviventi che sfruttavano l’attività di prostituzione di donne rumene assicurandone la relativa “protezione”, dietro l’imposizione di un corrispettivo di 150 euro a settimana per ciascuna.

Le investigazioni hanno anche ricostruito le modalità con le quali avveniva la gestione della prostituzione sulla fascia costiera ebolitana. Gli appartenenti all’organizzazione, infatti, si preoccupavano che le donne da loro “protette” potessero fruire delle posizioni più favorevoli (gli spartifuoco più in vista ovvero le piazzole di sosta più ampie così da consentire alla “clientela” di potersi fermare senza recare intralcio) per adescare i clienti, allontanando, con metodi violenti chiunque non fosse in grado di corrispondere il prezzo imposto per tale “servizio”, esercitando così un vero e proprio monopolio nel settore.

Gli stessi sodali procuravano alle prostitute sfruttate una sistemazione alloggiativa per la permanenza nell’area e intervenivano per scongiurare episodi di violenza nei loro confronti da parte di altre prostitute di diversa etnia o di “clienti insolventi”.

Inoltre, la vigilanza nei confronti delle “protette” era assiduamente garantita durante lo svolgimento dell’attività di meretricio, mediante un vero e proprio servizio di controllo, svolto a bordo di potenti autovetture.

Infine, al termine della giornata, il “gestore della piazza” provvedeva a riscuotere il prezzo imposto, sia per la protezione, sia in percentuale sul guadagno della giornata.

Nell’ambito di questo sistema di sfruttamento, le indagini hanno anche consentito di far luce su un recente episodio di violenza, accaduto il 4 aprile scorso.

Dalle attività di polizia giudiziaria è infatti emerso che Popovici, Banta e Ouarsan avevano investito, sequestrato all’interno del bagagliaio della loro auto e violentemente picchiato con bastoni, bottiglie di vetro e mazze da baseball, rapinandolo di euro 1300 e dell’auto, nonché procurandogli lesioni personali guaribili in 20 giorni, un ragazzo 35enne maghrebino, quale ritorsione per essersi opposto al pagamento della “protezione” imposta alla propria compagna, di nazionalità rumena, per l’esercizio della prostituzione.

Durante le perquisizioni è stata rinvenuta nell’abitazione di Erika Sacalus la somma contante di euro 2860, provento dell’attività illecita. E cosa ancor più sconcertante nell’abitazione vi era una ragazza rumena, minorenne, costretta a prostituirsi. La minore è stata subito assistita e accompagnata presso una casa di prima accoglienza distante dalla provincia.

Gli arrestati sono stati condotti al carcere di Salerno-Fuorni, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Dovranno rispondere dei reati di reclutamento e sfruttamento della prostituzione, lesioni personali aggravate, sequestro di persona e rapina aggravata.

Sono in corso ulteriori attività investigative.

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