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Montecorvino Rovella. Strada 164 chiusa da mesi, Rossomando: “Pronto a incatenarmi”

Scritto da Redazione il 23 maggio 2014 in Picentini. Stampa articolo

Egidio-RossomandoMontecorvino Rovella. Sembrava risolto lo spinoso problema della messa in sicurezza della ‘Maccaronera-Pezze’, la strada alternativa alla regionale 164 chiusa al traffico, quest’ultima, dallo scorso febbraio a causa di una frana. E invece monta la rabbia dei sindaci dei Picentini nel corso di un incontro presso il Municipio di Montecorvino Rovella, sui disagi ancora senza soluzione.

Il progetto da 60.000 euro che avrebbe dovuto risolvere le criticità più urgenti rimane infatti ancora fermo, con il risultato che Acerno a tutt’oggi rimane isolata. Il motivo lo chiarisce il sindaco di  Montecorvino Rovella Egidio Rossomando, nel cui comune ricade la pertinenza della ‘Maccaronera-Pezze’: “Dopo un lungo tira e molla, dopo tre tavoli tecnici in Provincia, abbiamo deciso che Montecorvino Rovella e Acerno avrebbero  destinato 20.00o euro ciascuna per pagare un intervento straordinario  di restyling della strada. Per coprire tutti i costi, però, erano necessari altri 20.000 euro che la Provincia avrebbe messo a disposizione. Ad oggi però, la giunta provinciale non ha fatto nulla“.

E ancora: “Ho chiesto un incontro urgente al Prefetto Gerarda Maria Pantalone per costringere Palazzo Sant’Agostino a mettere in campo tutte le iniziative necessarie a ripristinare la fruibilità delle strade picentine. Sono stato anche in Regione e l’unica cosa che la provincia ha saputo produrre è stata una letterina di tre righe in cui si segnalava la necessità, per la ‘Maccaronera-Pezze’, di un intervento di 300.000 euro”.

Rossomando si dichiara pronto ad incatenarsi davanti palazzo sant’Agostino  se la Provincia non provvederà ai lavori per rifare la ‘Maccaronera-Pezze’ e per intervenire sulla 164. “Sono stufo di essere additato da tutti come il responsabile della situazione. Non ho alcuna colpa di quanto sta accadendo, le uniche responsabilità sono da additare alla Provincia. Se questi non si muovono sono anche intenzionato ad incatenarmi per chiedere gli  interventi necessari a rompere l’isolamento che affligge Acerno”.

Molta rabbia è stata espressa anche dal sindaco di Acerno Vito Sansone: “Ho finora arginato le proteste della popolazione, ma qui non ce la facciamo più. Siamo isolati. Sono pronto a denunciare tutto davanti ai magistrati. A chi continua a fare orecchie da mercanti ricordo solo che dal nostro territorio arriva l’acqua per tutta la provincia di Salerno”.

I problemi gravi, Sansone li denuncia spiegando: “Sono un medico e so il rischio che si corre quando un’autoambulanza deve trasportare un paziente. Nei giorni scorsi, da sindaco, ho autorizzato il trasferimento di un degente sotto la mia responsabilità, lungo l’arteria, inadeguata della ‘Maccaronera- Pezze. Non oso immaginare cosa potrebbe accadere qualora fosse necessario un intervento d’urgenza e un trasporto delicato”.

E conclude deciso. “Abbiamo difficoltà nei rifornimenti, cose di tutti i giorni, medicinali, carburante, generi alimentari. Così non va, la gente è infuriata, ed ha ragione ad esserlo. In questi mesi sono stato paziente, ho mediato, ho disinnescato la rabbia delle persone, da uomo delle istituzioni. Adesso basta, mi sento preso in giro da tutti. Se il Prefetto non darà soluzioni procederò con denunce ed esposti contro tutte le parti in causa nel silenzio che ci sta lentamente uccidendo”.

All’incontro era presente anche il consigliere provinciale e sindaco di Giffoni Valle Piana Paolo Russomando che solleva un altro allarme: “Gli studenti di Acerno stanno disdicendo le iscrizioni al liceo scientifico di Montecorvino Rovella ed al Ragioneria di GiffoniValle Piana. Qui rischiamo di perdere l’autonomia scolastica”.

Poi tuona: “E’ la Provincia degli incapaci, il territorio dei picentini era all’avanguardia in quegli stessi settori in cui oggi c’è solo abbandono e degrado. Una vergogna il silenzio e l’inerzia sul caso della strada di Acerno. Tagliando fuori, isolando la città si rischiano contraccolpi pesantissimi su tutto il comparto economico dell’area”.

Enrica Bovi

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