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Salerno, l’esplosione rock di Ligabue infiamma l’Arechi

Scritto da Redazione il 24 luglio 2014 in Concerti,Evidenza,Spettacoli. Stampa articolo

ligabue salernoUna serata che resterà impressa nelle menti degli oltre 30.000 spettatori che ieri sera hanno riempito lo Stadio Arechi di Salerno. Luciano Ligabue non si è risparmiato e ha premiato il calore del pubblico con oltre due ore di rock.

La lunga attesa, cominciata già nella mattinata di ieri per i fan più appassionati, si è conclusa intorno alle 21.30, quando il rocker emiliano e la sua band hanno attaccato con Il muro del suono tratto dall’ultimo album Mondovisone. La scenografia, caratterizzata da un immenso schermo alle spalle del palco, e i giochi di luci, unite alla musica, all’adrenalina, e alla chitarra di Poggipollini, hanno trascinato anche lo spettatore più pacato.

In scaletta, oltre agli ultimi pezzi, anche i capolavori del passato, quelli in pratica che hanno portato allo stadio anche i genitori oltre ai figli. Non è tempo per noi, Sulla mia strada, Il giorno di dolore che uno ha, L’odore del sesso, Bambolina e Barracuda e ovviamente l’immancabile Urlando contro il cielo, una bomba rock che ha fatto tremare lo stadio. Da rockstar esperta Ligabue ha coinvolto il suo pubblico, lusingando Salerno e il suo calore, e da uomo maturo ha parlato di “senso della vita”, (Siamo chi siamo) e del “potere” come abuso e prevaricazione, introducendo la “biblica” Il sale della Terra.

La conclusione l’ha affidata a Quella che non sei e Certe notti prima della presentazione della band e di Con la scusa del rock ‘n roll. Infine il saluto dal palco e l’abbraccio alla sua gente, consapevole di essere riuscito, ancora una volta, a mischiare “la pelle, le anime e le ossa”.

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