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Proposta del Movimento 5 stelle: “Istituzione del dibattito pubblico prima di costruire opere pubbliche”

Scritto da Redazione il 18 settembre 2014 in Evidenza,Politica. Stampa articolo

cioffiRoma. Il disegno di legge in materia di opere pubbliche presentato quest’oggi porta la firma del senatore salernitano Andrea Cioffi. Obiettivo della norma è coinvolgere le comunità locali nelle scelte politiche per dare voce ai cittadini che spesso le opere pubbliche sono costretti a subirle.

La Tav, il passante di Mestre, l’Autostrada Tirrenica, il terzo valico dei Giovi, ma anche il termovalorizzatore di Salerno, visto che all’art. 35 del DL Sblocca Italia viene fatto rientrare tra le opere strategiche per il Paese, sono tutte grandi opere che non sempre generano benefici per la collettività, e spesso lasciano disagi e conflitti sociali.

“Quante di queste cosiddette ‘grandi opere’ sono realmente utili?  Quante sono ancora attuali? E quante sono economicamente vantaggiose per la collettività?” domanda Cioffi. “Per fermare questa emorragia di denaro e per razionalizzare il Piano delle infrastrutture del nostro Paese, con il presente Disegno di Legge vogliamo ribadire la nostra avversione alle grandi opere inutili e dire basta alle infrastrutture calate dall’alto sulla pelle dei cittadini. Vogliamo che il parere di chi vive in quei territori destinati ad ospitare una nuova infrastruttura, non sia più una voce inascoltata. Per questo, la nostra proposta prevede che nel processo di valutazione di opere dal grande impatto ambientale, sociale ed economico entrino anche i cittadini attraverso l’istituzione del dibattito pubblico da inserire direttamente nel codice dei contratti. La consultazione pubblica potrà essere richiesta da almeno 30mila persone, residenti nei comuni interessati e andrà svolta prima della convocazione della conferenza dei servizi. Nella realizzazione dell’opera, le istituzioni dovranno tener conto del parere dei cittadini e delle loro osservazioni” assicura il senatore.

Se i cittadini coinvolti potessero avere voce in capitolo, secondo Cioffi opere quali l’inceneritore di Cupa Siglia o la Porta Ovest non avrebbero mai visto la luce.

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