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La processione di San Matteo campo di battaglia tra gruppi di potere

Scritto da Redazione il 22 settembre 2014 in Attualità,Cronaca,Evidenza,Salerno,Territorio. Stampa articolo

san matteoSalerno. Quello che si è visto ieri a Salerno ha poco a che vedere con la festa religiosa in onore del santo patrono San Matteo. Una serie infinita di polemiche, proteste e contestazioni che sono il sintomo di uno scontro in corso tra diversi gruppi di potere della città.

Il sindaco De Luca che non partecipa alla processione, lasciando la fascia alla vice Eva Avossa, il prefetto Pantalone che abbandona il corteo, sono il chiaro sintomo di un clima di tensione sfociato poi nella contestazione per l’arcivescovo Luigi Moretti.

Tutto comincia con la scelta dei portatori di partire con un quarto d’ora di ritardo rispetto alla processione per protestare contro la decisione della Curia di far allestire i santi nell’atrio della Cattedrale e non all’interno come sempre avvenuto. Da lì in poi e tutto un susseguirsi di “affronti” alle decisioni delle autorità religiose e dell’arcivescovo Moretti. Secondo quanto concordato i santi non si sarebbero dovuti fermare e “girare” lungo il percorso e invece è stato fatto, tra gli applausi della gente e i fischi al vescovo.

Erano in molti a sostenere che “le tradizioni vanno rispettate” e per questo, quando i portatori chiedono di passare sul Lungomare, come sempre avvenuto, la tensione tocca il culmine. Moretti sembra irremovibile e allora accade qualcosa di clamoroso; i portatori posano la statua di San Matteo per terra pur di rispettare il classico percorso. La Digos è costretta ad intervenire e a mediare tra le due posizioni. Alla fine la processione passa anche sul Lungomare. Lo strappo definitivo si ha davanti al Comune. Tra gli applausi della folla e una dura contestazione a Moretti le statue dei santi entrano nel Palazzo di Città contravvenendo alle indicazioni della Curia.

La rottura si è ormai consumata e, nonostante l’arcivescovo concluda la manifestazione con “ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a realizzare una bella manifestazione di fede”, gli strascichi saranno lunghi e dolorosi.

Alla fine, sempre nel rispetto della tradizione, sono stati esplosi dei fuochi pirotecnici presso Santa Teresa; non dall’Amministrazione, che già aveva annunciato di non aver predisposto nulla, ma da privati cittadini.

Suscita qualche perplessità anche la gestione del piano trasporti per un evento che affolla la città. Probabilmente il servizio metropolitana sarebbe dovuto essere potenziato. Con le corse ogni 30 minuti non si è riuscito a servire tutta l’utenza, con la conseguenza di vagoni stracolmi e gente appiedata. Anche la sospensione delle corse appena dopo la fine della processione è sembrata discutibile e lascia presupporre uno scarso interesse dell’Amministrazione comunale per la buona riuscita della manifestazione dopo gli attriti degli ultimi tempi tra sindaco e arcivescovo.

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