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Vitalizi agli ex politici (anche salernitani). Ci costano 236 milioni euro

Scritto da Redazione il 3 ottobre 2014 in Attualità,Evidenza. Stampa articolo

Sono stati resi pubblici in questi giorni gli elenchi dei vitalizi che Camera e Senato elargiscono agli ex parlamentari. Un esborso che costa alle casse pubbliche qualcosa come 236 milioni di euro all’anno. Assegni mensili che arrivano puntuali e che superano in alcuni casi anche i seimila euro.

È il casoparlamento-italiano di nomi storici come Armando Cossutta (6.939), Arnaldo Forlani (6.062) o il quasi centenario Pietro Ingrao (6.061 euro). Ma nella lista compaiono anche i parlamentari che in anni recenti sono stati al centro della scena politica e che adesso osservano dall’esterno o dalle sedi di partito. Parliamo dei vari D’Alema (5.674), Veltroni (5.668), Fini (6.029) ma anche di gente che ha vissuto, o vive, l’esperienza del carcere come Claudio Scajola (4.927) e Marcello Dell’Utri (4.985).

Fanno sicuramente la loro bella figura anche Fausto Bertinotti (4.987), Oliviero Diliberto (4.992), Claudio Martelli (4.992), Romano Prodi (3.022), Stefano Rodotà (4.992), Francesco Rutelli (6.408 euro netti mensili), Antonio Di Pietro (3.992), Luciano Violante (6.015) e Nicola Mancino (6.939 euro).

Oltre ai politici di professione troviamo anche quelli che in Parlamento ci sono solo passati, magari per una legislatura, ma che percepiscono tuttavia un discreto vitalizio: Rossana Rossanda (2.124), Eugenio Scalfari (2.270) e Demetrio Volcic (2.934), Franco Zeffirelli (3.408), Vittorio Sgarbi (5.007), Vittorio Cecchi Gori (3.408), Luciano Benetton (2,.381) e Santo Versace (1.589).

Anche gli ex parlamentari salernitani non sfigurano nel lungo elenco. Si parte dai 6.583 di Mario Valiante ai 5.450 euro di Pecoraro Scanio, passando per i 5.692 di Mario Vignola, i 6.227 di Michele Pinto, i 4.971 di Carmelo Conte, fino ai 4.968 di Paolo Del Mese e i 1.845 del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca.

Fortunatamente dal gennaio 2012 il Parlamento ha riformato il sistema dei vitalizi, passando al sistema in vigore per i dipendenti della pubblica amministrazione, cioè quello contributivo.

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