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Salernitana, basta un gol di Calil per espugnare il “Granillo”. Granata di nuovo in vetta

Scritto da Redazione il 14 novembre 2014 in Calcio,Evidenza,Salernitana,Sport. Stampa articolo

calil_salernitanaAveva chiesto una Salernitana da battaglia Leonardo Menichini. Ebbene, la sua squadra ha indossato scudo ed elmetto e con una prova solida e di carattere esce dal “Granillo” con tre punti in tasca e la vetta del campionato, in attesa del Benevento impegnato domani nel derby con la Paganese. Basta un gol di Calil, il terzo in due partite, per regolare una Reggina vogliosa ma in grande difficoltà sia tecnica che tattica.

Menichini decide di riproporre la difesa a tre ma a centrocampo lascia in panchina Bovo, schierando dal primo minuto Nalini a ridosso della coppia d’attacco Negro – Calil. Cozza invece schiera un più offensivo 4-3-3 e prova a fare la partita sin dall’inizio. La prima occasione capita però sui piedi di Trevisan, che liberato da uno schema su palla inattiva, calcia al volo e sfiora l’incrocio dei pali. Al minuto numero 11 la Salernitana passa. Negro scappa sulla destra, serve al centro Calil che elude il fuorigioco degli amaranto e da pochi passi fa secco Kovaksic.

La partita cambia radicalmente ma nel giro di pochi minuti succede di tutto. Al 13′ Tuia, a pochi centimetri dall’area di rigore, stende Louzada Silva e viene espulso dall’arbitro Fiore. La Reggina potrebbe sfruttare il vantaggio numerico ma a rovinare tutto ci pensa Rizzo, capace di farsi ammonire due volte per protesta nel giro di pochissimi secondi e lasciare anzitempo il terreno di gioco. Con solo dieci effettivi in campo, Menichini opta per un un più prudente 4-3-2, con Nalini abbassato sulla linea mediana del campo. Negro spaventa Kovaksic con un destro potente ma centrale mentre pochi istanti dopo Gori è elastico nel bloccare in tuffo un tentativo di Armellino dal limite dell’area.

La Reggina rabbiosamente si butta in avanti alla ricerca del pari e al 30′ è ancora Armellino a tentare il destro piazzato ma Gori risponde presente. Gli amaranto provano a sfondare sulle fasce mentre Menichini decide di abbassare Calil e lasciare in avanti la coppia Negro – Nalini per avere più velocità sulle possibili ripartenze. Su una di queste, Negro è bravo ad imbeccare Nalini che tenta il diagonale, ben disinnescato da Kovaksic. Nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo non succede più nulla, con i granata che chiudono in vantaggio un primo tempo ricco di colpi di scena.

L’intervallo però trasforma la Reggina, in campo con grande rabbia e cattiveria, tanto da rinchiudere la Salernitana nella propria metà campo alla ricerca del pari. Menichini intuisce l’enorme difficoltà della sua squadra e rinforza il centrocampo con Bovo al posto di un volitivo Negro. I granata tengono botta e al 51′ si affacciano per la prima volta nella ripresa dalle parti di Kovaksic con Calil, che conclude di destro un lungo contropiede portato avanti da Nalini. Sarà l’ultima azione dell’esterno granata, richiamato da Menichini per far spazio a Gabionetta. Al 67′ proprio il brasiliano prova il gran gol con un sinistro dai 25 metri che però non spaventa l’estremo difensore di casa.

Cozza prova a rianimare una squadra in grande difficoltà in fase di costruzione lanciando nella mischia i giovanissimi Salandria e Condemi. Proprio dai piedi di quest’ultimo parte l’assist al 70′ che porta Insigne a sfiorare il pari. Il giovane giocatore in prestito dal Napoli punta Trevisan e lascia partire un sinistro a giro che non trova il tap in di Louzada Silva. La Salernitana non si lascia spaventare dall’occasione subita e tiene in mano il pallino del gioco abbassando vertiginosamente i ritmi del match. Calil, stanco, non riesce a far salire la squadra che si appoggia sugli strappi poderosi di Gabionetta. L’ultimo valzer di cambi vede entrare in campo Giandonato per Favasuli e Viola per l’infortunato Karagounis. Cozza vara così un disperato 4-1-4, con Insigne e Viola larghi sulle fasce e Di Michele – Louzada Silva tandem offensivo. Tentativo estremo quanto inefficace perchè gli amaranto, a parte in una circostanza ben disinnescata da Franco, non riescono a rendersi pericolosi anzi, rischiano di incassare il secondo gol con Giandonato, poco freddo sotto porta. L’esperienza dei campani nel finale ha la meglio e così, in attesa del Benevento, la Salernitana torna capolista per una notte.

Reggina (4-3-3): Kovaksic; Ungaro, Crescenzi, Di Lorenzo, Karagounis (dal 81′ Viola); Maita (dal 69′ Condemi), Armellino (dal 62′ Salandria), Rizzo;  Louzada Silva, Insigne, Di Michele. A disp: Cetrangolo, Syku, Perrone, Ammirati. All. Cozza.

Salernitana (3-4-1-2): Gori, Tuia, Franco, Pestrin, Lanzaro, Trevisan, Colombo, Favasuli (dall’80’ Giandonato), Calil, Negro (dal 50′ Bovo), Nalini (dal 62′ Gabionetta). A disp: Russo, Bianchi, Pezzella, Volpe. All. Menichini

Arbitro: Fiore di Barletta (Saia/Ruggeri)

Reti: 11′ Calil.

Ammoniti: Di Lorenzo, Ungaro, Condemi (R), Trevisan, Favasuli, Giandonato (S).

Espulsioni: Tuia (S), Rizzo (R).

Note: recupero (2′ p.t., 6’s.t.), spettatori: 2000 circa.

Sabato Romeo

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