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Crack Ifil, Piero De Luca ed altri sette soci rischiano l’accusa di bancarotta fraudolenta

Scritto da Redazione il 18 marzo 2015 in Attualità,Evidenza,Salerno. Stampa articolo

pierodeluca--180x140Nuova grana per Vincenzo De Luca. Il primogenito dell’ex sindaco di Salerno, Piero De Luca, è indagato con altre sette soci per il fallimento dell’Ifil, società scelta per vendere gli appartamenti mai realizzati nell’ex pastificio e con interessi anche per Piazza della Libertà, dopo la decisione della Corte d’Appello di Salerno. Piero De Luca dovrà rispondere di alcuni viaggi fatti in Lussemburgo con la propria moglie e pagati dalla società: costi stimati intorno ai 23 mila euro.

Insieme al primogenito del Candidato alla presidenza della Regione Campania, sono indagati anche Mario Del Mese, Giuseppe Amato jr, la moglie Marianna Gatto, Valentina Lamberti (moglie di Mario Del Mese) e i tre soci che si sono alternati nella compagine societaria: Vincenzo Lamberti, Luigi Avino ed Emilio Ferraro. Ora, la decisione della Corte D’Appello rischia di avere ripercussioni anche dal punto di vista penale, con gli indagati che potrebbero rispondere di bancarotta fraudolenta.

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