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Caos in Regione: equiparate le associazioni ambientaliste a quelle di pesca sportiva

Scritto da Redazione il 27 marzo 2015 in Ambiente,Fiumi&Acqua,Legislazione. Stampa articolo

regioneCaos attorno alle modifiche alla legge regionale n. 17 del 23 novembre 2013, che sono contenute nel disegno di legge collegato alla finanziaria regionale 2015, che la Regione Campania si appresta a varare.

Nel nuovo testo, infatti, qualunque associazione ambientalista, anche quelle minori,  potrà chiedere e ottenere le concessioni delle acque pubbliche per gestire le attività di pesca sportiva, pur non essendo associazione di pesca sportiva.

Le associazioni ambientaliste, per loro vocazione, si sono sempre occupate, e continuano a farlo, della protezione dell’ambiente, della sensibilizzazione sui temi ambientali, della gestione delle oasi naturalistiche, ma non delle attività di pesca sportiva, né tanto meno gestiscono concessioni per scopi di piscicoltura.

Sono le associazioni di pesca sportiva, infatti, quelle costantemente impegnate nella valorizzazione delle attività alieutiche, nella tutela dei bacini idrici, nella salvaguardia del patrimonio ittico, nell’incentivazione delle attività agonistiche, contribuendo ad alimentare un giro di affari annuale di decine di milioni di euro in Italia. La pesca solo in Campania conta decine di migliaia di appassionati e muove annualmente un giro di affari di centinaia di migliaia di euro tra addetti impiegati nel settore e nell’ indotto.

La FIPSAS ( Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee) “quale associazione più rappresentativa a livello Nazionale della pesca sportiva e ricreativa farà tutto quanto è nelle sue possibilità per far valere le proprie ragioni” .) ha dichiarato il presidente nazionale Ugo Matteoli.

Dura la posizione della FIPSAS nei confronti dell’amministrazione regionale “Le associazioni di pesca ed i pescatori campani meritano rispetto. I pescatori campani non potranno subire sempre in silenzio e stavolta faranno valere il proprio peso anche alle prossime amministrative regionali, contro chi si è macchiato di questa ennesima intollerabile offesa.Questa modifica rappresenterebbe un’esagerata ingerenza in materie che non sono di competenza delle associazioni ambientaliste e ciò ci fa supporre che il Consiglio regionale si sia piegato alle pressioni di alcune lobby che perseguono gli interessi di pochi a discapito degli interessi plurali.”

 

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