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Regionali in Campania, De Luca batte Caldoro alle urne. E su Facebook?

Scritto da Redazione il 1 giugno 2015 in Campania,Politica,Territorio. Stampa articolo

de lucaChi ha vinto su Facebook? Scopriamolo tramite un’analisi dei fatti legati alla pagina Facebook del neogovernatore della Campania e di Stefano Caldoro.

Vincenzo De Luca è il nuovo governatore della Regione Campania battendo Stefano Caldoro di 2,7 punti percentuali al termine di una campagna elettorale senza esclusioni di colpi in occasione delle elezioni regionali 2015.

Ma come l’esponente di centrodestra e l’ex sindaco di Salerno hanno curato la loro pagina Facebook? Quali sono stati i punti di forza ed i punti di debolezza di entrambi i candidati? Ecco la nostra analisi, dopo aver analizzato ogni giorno le azioni su Facebook (a partire dal primo marzo 2015 fino al 29 maggio 2015) dei due candidati.

Gli aspetti tecnici

Le note su Facebook: Vincenzo De Luca non utilizza mai le note su Facebook forse, perché, danno un’idea troppo istituzionale di un politico. Oltre ad essere necessariamente lunghe. E De Luca, che si è presentato come l’”antisistema”, ha preferito evitare qualsiasi collegamento con la politica vecchio stampo.

caldoroStefano Caldoro, invece, confermando la sua aria istituzionale nonché il suo portamento serio e tranquillizzante, ha utilizzato molto spesso le note su Facebook (ad esempio in questo caso) per illustrare i punti salienti del suo lavoro e le promesse in campagna elettorale. Due atteggiamenti completamente opposti ma su cui hanno avuto ragione ambedue gli staff: del resto, una delle regole della comunicazione politica è non stravolgere il personaggio “reale” del politico. Quindi, il team di De Luca e quello di Caldoro hanno svolto ottimamente il proprio lavoro su questo punto.

Video: De Luca, già in occasione delle primarie vinte contro Andrea Cozzolino, utilizzava moltissimo i video. Del resto, l’ex sindaco di Salerno è un politico i cui video hanno sempre riscosso molto successo o, quantomeno, generato dibattito. All’inizio della campagna elettorale, Stefano Caldoro sembrava più restio a comunicare attraverso i filmati poi, però, complice anche il fatto che oggi ormai la comunicazione è multimediale, ha recuperato tutto il terreno perso con ottimi risultati poiché, piuttosto che rincorrere l’avversario sul suo stesso terreno (carisma, linguaggio “popolare” etc… etc…”) ha preferito puntare su altre qualità quali l’essere tranquillo, chiaro, calmo e sicuro. Una particolarità “tecnica” che lo contraddistingue con De Luca è stato che, mentre l’ex sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti nel Governo Letta caricava i video direttamente su Facebook (che hanno una portata maggiore), Caldoro pubblicava il link dei filmati del suo canale YouTube sulla sua pagina (comein questo caso ed in quest’altro), a parte, ovviamente, i filmati di Mediaset che, per questioni di copyright, non possono essere messi sul portale di video più famoso al mondo. Ed è stata proprio questa la bravura di entrambe le squadre: il team di De Luca ha puntato sui video sapendo che avrebbe ottenuto sicuramente un ritorno non indifferente. I collaboratori di Caldoro, invece, consapevoli che non si può più fare a meno delle immagini in una campagna elettorale hanno fatto ricorso ai video senza, però, scimmiottare l’avversario politico ma occupando un’altra fetta di elettorato attraverso modalità diverse.

Frequenza post: Durante le primarie del PD in Campania,Stefano Caldoro è stato (giustamente) spettatore in attesa degli eventi. Vincenzo De Luca, invece, ha postato praticamente ogni giorno (e spesso più volte al giorno) sia durante il confronto elettorale con Cozzolino sia con l’esponente di centro-destra. Quest’ultimo, invece, dal mese di aprile ha dato una netta sterzata scrivendo su Facebook con una frequenza maggiore senza, però, commettere l’errore di “trasformarsi” sui social. Come in occasione dei video, la squadra di Caldoro ha preso preso spunto da De Luca adattando però il tutto al proprio personaggio. E, spesso, questa è un’operazione molto complicato dove sbagliare è molto semplice. Il team di Caldoro, invece, non ha sbagliato.

facebookHashtag: Questo punto, a giudizio di chi scrive, è l’emblema di come la campagna elettorale su Facebook di Vincenzo De Luca e Stefano Caldoro sia stata organizzata da professionisti del settore. L’ex sindaco di Salerno, cercando di dare continuità alla vittoria in occasione delle primarie del PD, ha continuato con il suo hashtag #MaiPiùUltimi, simboleggiando il fatto che, a suo dire, la Campania sia stata – per colpa di chi l’ha governata – la Regione fanalino di coda dell’Italia (come ribadito all’inizio dell’approfondimento, non spetta a chi scrive giudicare se fosse vero o meno). Durante i giorni di campagna elettorale, però, c’è stato il problema dei cosiddetti “impresentabili“ (nel paragrafo sulle questioni politiche verrà approfondito come è stata gestita la questione). E allora il “De Luca social”, in continuità con il De Luca politico che non usa mezzi termini, ha sfidato tutti l’8 maggio (giorno della festa della Mamma, ma forse è un caso): ha cambiato l’hashtag passando da #MaiPiùUltimi ad #‎aTestaAlta‬. Certo, c’è chi sostiene che è stato rischioso cambiare l’hashtag a circa tre settimane dalle elezioni ma la questione degli impresentabili si è trascinata fino all’ultimo giorno di campagna elettorale e far finta di niente sarebbe stato deleterio. Piuttosto che difendersi dai continui attacchi, De Luca ed il suo staff hanno preferito attaccare proprio su questo punto. Per compiere queste mosse, anche azzardate, ci vuole coraggio e competenza. Qualità ampiamente dimostrate. E Stefano Caldoro? Come in occasione della campagna elettorale del 2010, ha puntato sulla discontinuità dalla gestione Bassolino (De Luca e Bassolino fanno parte dello stesso partito) ed ha puntato sull’hashtag #‎Finalmenteilfuturo‬. Ci si potrebbe domandare che, se ha governato 5 anni, perché parlare di futuro? Risposta semplice: Caldoro, a suo dire, in questi 5 anni ha risanato le casse della Regione Campania e non ha potuto fare tutti gli investimenti che avrebbe voluto (anche qui, non è compito di chi scrive sostenere se fosse vero o meno) e, in caso di elezione, la Campania sarebbe proiettata verso il futuro avendo “mani libere” dal punto di vista economico. In questo caso, lo staff dell’ex Ministro per l’Attuazione del Programma durante il Governo Berlusconi è stato bravissimo ancora una volta a non ricorrere De Luca sul suo stesso terreno: Caldoro, riconosciuto universalmente (anche dagli avversari) persona a tratti anche timida, non ha tempestato di hashtag la sua pagina Facebook (l’ha usato nella foto di copertina) ma ha utilizzato il leitmotiv soltanto quando davvero ce n’era bisogno (come in questo caso).

I valori tecnici*: Partiamo da De Luca. Attraverso opportuni strumenti ad hoc, è stato assegnato un punteggio di 89 (su 100 e sopra Giorgia Meloni il cui punteggio è 88) contro una media di 58 degli altri politici (non solo italiani). Se, però, i numeri lasciano il tempo che trovano si può notare come la sua pagina sia completa in tutte le sue informazioni, a parte, forse, segnare gli eventi principali della sua carriera politica, i cosiddetti “Milestones” (anche se, questo, oggettivamente è più un’attività da fare con un profilo e non con una pagina). Inoltre, a De Luca “piacciono” 7 pagine. Nell’ultimo mese (dal 29 aprile al 29 maggio) i “fan” della pagina sono cresciuti del 9% fino a raggiungere un totale di 143,792 “mi piace” e 22,303 PTAT, cioè i “ne parlano”. In virtù di ciò, l’Engagement Rate (cioè la percentuale di coinvolgimento) è del 15.51%. Non male. I post, inoltre, hanno una predominanza di foto (oltre il 50% mentre video e scritte hanno una percentuale di circa il 20%) con unalunghezza – media – di oltre 500 caratteri. La media di commenti, condivisioni e like per post è di 1,491. Infine, non è permesso di scrivere in bacheca. Forse un errore attribuibile a De Luca è il fatto che pubblichi molto spesso tra le 19 e le 22 anche se il coinvolgimento maggiore lo ottiene dalle 10 alle 13. Questi numeri (di cui alcuni superiori a Caldoro) dimostrano come ci sia un grosso lavoro dietro alla pagina Facebook di De Luca. E Caldoro? Anche qui siamo di fronte ad un lavoro composto da professionisti validi.Il punteggio assegnato è 82 (come Alessandra Moretti), sette in meno a De Luca. Non ci sono “Milestones” e piacciono cinque pagine. Vero che i “like” sono 36,515 (oltre 100mila in meno a De Luca) con una crescita dell’ultimo mese pari all’ 8.52%, un PTAT di 8,424 ed una media di commenti, condivisioni e like per post di 541. Se questi numeri sono inferiori all’ex sindaco di Salerno (in parte anche giustificati per il fatto che De Luca è un personaggio “social”) su altri punti Caldoro vince su De Luca. Un esempio è la percentuale di Engagement Rate pari al 23.07%, oltre 8 punti superiore. Caldoro ha pubblicato molto dalle 10 alle 13 nonostante il coinvolgimento maggiore lo ha avuto nei post pubblicati tra le 16 e le 19. Post che hanno una lunghezza media di 500 caratteri ed oltre il 50% sono foto. I numeri, comunque, sono molto buoni mettendo in luce come i “like” della pagina siano pochi (rispetto al suo avversario) ma attivi. Molta qualità, anche a discapito della quantità.

I valori di Stefano Caldoro e Vincenzo De Luca sono aggiornati al 29 maggio 2015 alle ore 13:00 (due giorni prima del voto).
Questione commenti: I commenti su Facebook sono, forse, l’emblema di come in questa campagna elettorale non sia stato sottovalutato niente. No, non si parla dei commenti degli utenti. Vincenzo De Luca, in più di un’occasione,infatti, ha risposto a qualche utente sotto i suoi post (come qui e qui): azione che ha evitato di fare Stefano Caldoro. Ma la vera “chicca” è stato un commento del candidato del centrosinistra ad un post di Caldoro ottenendo la risposta di quest’ultimo. In un post (visibile qui) del 17 maggio dell’esponente di centrodestra, c’è stato prima un commento di De Luca e poi la risposta di Caldoro dove, forse per la prima ed unica volta, ha perso il suo profilo pacato scrivendo, tra le altre cose, “Ma è il profilo ufficiale o quello di Crozza?“. Chi ha ragione e chi ha torto? Difficile dirlo ma, sicuramente, è da apprezzare che, finalmente, anche i politici si stanno accorgendo che i social network devono essere usati da professionisti del settore.

L’app ed il crowfounding. Le novità targate De Luca: Sulle orme di Barack Obama e tanti altri, Vincenzo De Luca ha lanciato la campagna di crowdfunding. Scelta rischiosa che, però, secondo lacittadisalerno.gelocal.it, a 40 giorni dalle elezioni sono stati raccolti soltanto duemila euro e hanno partecipato 49 finanziatori anche se lo stesso De Luca, in un confronto a Skytg24, ha affermato che ha raccolto circa 70mila euro. Non spetta all’autore dell’articolo stabilire quale sia la verità, in ogni caso. Oltre alla campagna crowfunding, De Luca ha messo a disposizione un’app per iOS e per Android nonché ha reso disponibile un numero su WhastApp in cui si può raccontare cosa è cambiato in Campania negli ultimi 5 anni. Novità interessante ma è presto per vedere gli effetti: del resto, è stata lanciata soltanto il 24 maggio con un post su Facebook. Va apprezzato, comunque, la voglia e la scelta di essere innovativa. Anche rischiando di sbagliare.

Gli aspetti politici

Accesa. Con toni spesso aspri. Come deve essere una vera campagna elettorale per eleggere il governatore di una delle regioni più importanti d’Italia. Dopo aver analizzato gli aspetti più tecnici delle pagine Facebook di Stefano Caldoro e Vincenzo De Luca, adesso si vede come sono stati gestiti alcuni momenti importanti di queste settimane. Una nota di merito preliminare è che entrambi non si sono sottratti a nessun argomento scrivendo sempre il loro pensiero.

Ciriaco De Mita alleato con Vincenzo De Luca: Il 2 maggio 2015 Ciraco De Mita e Vincenzo De Luca ufficializzano la loro alleanza in vista delle elezioni regionali generando non poche polemiche. Stesso quel giorno, Stefano Caldoro pubblica un post in cui mostra il video in cui Vincenzo De Luca afferma che il sindaco di Nusco è un “problema politico“. La risposta, come prevedibile, non si fa attendere ed il tre giugno De Luca, con un lungo post, oltre a dire che, comunque, il centro governa con il PD a livello nazionale promette che “non ci sono accordi di potere o logiche di spartizione“.

Questione Salerno e candidato di De Luca a cui fanno “schifo” i gay: De Luca, che ha orientato tutta la campagna elettorale sulla sua persona, il 5 maggio dice la sua su Carlo Aveta, candidato che in un post su Facebook dichiarò che i gay gli facevano “schifo“: ebbene, De Luca scrive come nel 2012 si sia tenuto il “festosissimo Campania Pride, che (…) si è svolto a Salerno” e che “l’omobofia è una forma di razzismo”. Il 7 maggio, d’altra parte, Stefano Caldoro punta a parlare dei problemi di Salerno scrivendo come ci sia una “emergenza sicurezza“ottenendo un commento di De Luca, evidentemente risentito, che gli dà dello “sciacallo” e “disperato“. A questo commento non c’è una risposta del leader di centrodestra in Campania.

Questione “impresentabili” ed il ripescaggio dall’archivio: Ad inizio maggio – e per tutto il mese – si pone la questione degli “impresentabili”. De Luca non si sottrae e, oltre all’hashtag di cui si è parlato precedentemente, pubblica ben due post: il primo, datato 7 maggi, in cui scrive che la lotta alla camorra è un impegno di vita e vanno fatti nomi e cognomi ed il secondo, datato 8 maggio, dove afferma che ci sono soltanto 4-5 persone in liste collegate per quanto riguarda gli impresentabili. Questo nodo cruciale si è rivelato un assist per Stefano Caldoro che, approfittando dell’assenza dell’esponente del centro-sinistra a “Matrix”, ha ironizzato definendolo un “impresentato” in un post su Facebook. Non solo: Caldoro, aiutato probabilmente da esperti di web reputation, ha ripescato vecchie dichiarazioni di De Luca – a suo modo di vedere – contraddittorie. Due esempi su tutti: il 25 maggio pubblica un post in cui viene linkato un articolo de “il Corriere del Mezzogiorno” in l’ex sindaco di Salerno viene paragonato a “Pinocchio”. Il secondo esempio riguarda ciò che pensava De Luca sugli inceneritori: “Oggi contro gli impianti, in altri tempi li difendeva” ha scritto Caldoro in un post del 21 maggio pubblicando un video al riguardo. Insomma, in questa campagna sicuramente non ci si è annoiati.

Alla fine chi ha vinto su Facebook? Impossibile affermarlo con certezza perché lo staff di entrambi gli sfidanti hanno svolto un lavoro ottimo. Non solo per questo ma anche perché hanno lavorato in base alle caratteristiche dei candidati optando, spesso e naturalmente, per scelte differenti. Ed è stato, questo, la positiva novità. Sperando che sia da monito per tanti altri politici affinché investano seriamente sulla comunicazione di cui, oggi, non se ne può proprio fare a meno.

Fonte www.votantonio.it

Raffaele Zanfardino

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