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Perché viene l’ansia? I motivi più comuni

Scritto da Redazione il 8 luglio 2015 in Evidenza,Medicina,Salute. Stampa articolo

ansiaSpesso l’ansia arriva senza preavviso: ti svegli al mattino e, appena aperti gli occhi, la senti addosso, come un peso sul torace e la percezione di una sgradevole imminenza. Oppure sei in giro e ti accorgi di avere tutti i muscoli contratti, come in stato di allerta per qualcosa che potrebbe attaccarti. O ancora, ti stai svagando con gli amici quando un’inquietudine profonda, che arriva da chissà dove, ti entra nei pensieri, si impadronisce del tuo stato d’animo e ti rovina un tranquillo e sereno svago. Tre situazioni classiche, accomunate da un elemento: l’ ansia arriva senza un motivo scatenante. L’assenza di una causa evidente ci rende molto inquieti, perché si ha la sensazione che stia accadendo qualcosa di più grande e di più forte di noi, che ci trascende e che ci possiede, senza che noi possiamo intervenire. A volte si ha la sensazione di avere un nemico dentro di sé che turba una vita che male non va. Tuttavia se l’ ansia si manifesta, anche una volta ogni tanto, un motivo c’è. Quale? Ecco i più comuni.

Le possibili cause dell’ansia:

Energia inespressa: non ci si accorge, o non si dà peso al fatto che una parte importante di noi (spirituale, sessuale, creativa, ludica, etc.) non sta vivendo.
Contesto di vita: il corpo segnala che lo stile e il contesto che si stiamo vivendo, nella loro globalità, sono intimamente estranei alla propria natura.
Assuefazione: ci sono cause di ansia lampanti, ma ci si convive e si pensa di averle ormai accettate, fino a non vederle più. Ma l’inconscio vigila.
Stanchezza profonda: corpo e mente sono logori, ma non ci si vuole fermare. L’ ansia manifesta la fatica di mantenere quel ritmo e il bisogno di fermarsi.
Stato di sospensione: crisi di coppia, amicizie in bilico, tensioni coi genitori, cose non dette sul lavoro. C’è qualcosa da chiarire, da affermare o da concludere.
Atteggiamento appreso: L’ ansia è stata appresa dalla famiglia di origine, molto apprensiva, ed è diventata il modo principale di stare nella realtà.

Le cose da non fare:

– Assumere psicofarmaci per sopprimere un’ ansia che vuole dirci qualcosa.
– Pensare che l’inquietudine sia sempre qualcosa di negativo.
– Parlarne a tutti e farne un’argomento di conversazione.
– Cominciare a evitare determinate situazioni per paura che venga una crisi d’ansia.

E quelle da fare:

Ascoltare la crisi: quando arriva l’ ansia, presta attenzione a pensieri, sensazioni, immagini o intuizioni che ti vengono in qui momenti. Scrivili, se puoi. In essi c’è qualcosa di importante e di vero che ti può orientare.
Fare un’indagine approfondita: con una psicoterapia breve (6-8 incontri) puoi mettere a fuoco problematiche che ti sono sfuggite o che hai rimosso.
Agisci immediatamente se approdi a una causa evidente e risolvibile in breve tempo, agisci subito. Dai un segnale forte di “presenza a te stesso”.

Guardati da lontano:

Se l’ ansia ti sembra legata “ad ampio raggio” al tuo contesto attuale, fai un week end da solo in un luogo nuovo. Il cervello, da lontano, vedrà meglio.
Fonte Riza
Autore: Manager Admin

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