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Vallo della Lucania, vertice dei sindaci del Parco per l’emergenza cinghiali

Scritto da Redazione il 15 settembre 2015 in Territorio,Vallo di Diano. Stampa articolo

cinghialiVallo della Lucania. Ieri pomeriggio quasi tutti i primi cittadini del Parco si sono riuniti presso il Centro di Biodiversità per discutere dell’emergenza cinghiali.

Tra i punti trattati nel corso della riunione, sono stati presi in considerazione il problema dell’incolumità pubblica e privata dei cittadini; la necessità di realizzare un sistema di cattura con gabbie e/o recinti in grado di prendere i cinghiali vivi per destinarli al mercato e avviare la filiera; il bisogno di aumentare i pochi e mal dislocati selecontrollori da inserire nelle varie zone; la modifica della Legge 394 e infine l’elezione del nuovo Esecutivo che, secondo il professore Domenico Fulgione, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Napoli Federico II, ha rappresentato un pretesto dei sindaci a non restare uniti nel percorso da seguire.

I primi cittadini e i delegati  hanno espresso preoccupazione per le aggressioni fisiche dei cinghiali avvenute recentemente a Sanza e Castellabate e molti di loro si sono complimentati con il sindaco di Ottati, Edoardo Doddato, che ha riacceso la questione con la provocazione dell’ordinanza sull’abbattimento dei cinghiali.

Durante l’incontro, si è appreso della convocazione in Senato del direttore De Vita riguardo all’urgenza di modificare il quadro normativo.

Assenti alla riunione i sindaci degli Alburni che hanno diffidato il Parco e domandato la sospensione del Bando per la cattura e la vendita di cinghiali vivi.

Dalla pagina Facebook, il Presidente della Comunità montana Alburni, Pino Palmieri, ha affermato che il 18 settembre a Roscigno Vecchia verrà chiesto a deputati e senatori di sottoscrivere la proposta di modifica della legge istitutiva del Parco Nazionale del Cilento e ha voluto precisare che la maggioranza politica degli Alburni è contraria a iniziative personalistiche, rifiuta soluzioni non concordate con il territorio e non prende parte a  riunioni improduttive dell’assemblea del Parco.

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