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Ospedale Eboli, reparto di ginecologia a rischio chiusura

Scritto da Redazione il 9 ottobre 2015 in Cronaca,Ospedali,Piana del Sele,Territorio. Stampa articolo

ospedale_eboliNon possiamo permetterci altre perdite in tema di reparti ospedalieri e professionisti sanitari. Per questo motivo abbiamo immediatamente avviato i contatti sia con i medici interessati, sia con la stessa direzione sanitaria dell’ospedale di Eboli, trovando intese e convergenze verso una soluzione positiva della vicenda. I medici, dopo il colloquio che abbiamo avuto, potrebbero anche rivedere la loro richiesta di pensionamento, ma naturalmente con precise garanzie operative, organizzative e strutturali“.

Questo il commento del Sindaco di Eboli, Massimo Cariello, dinanzi al rischio della chiusura del reparto di ginecologia dell’ospedale “Maria SS. Addolorata” di Eboli, causato dalla carenza di personale, a seguito alla richiesta di pensionamento del responsabile del reparto, del suo vice e di un altro medico, oltre che alla partenza contemporanea di tre medici al medesimo reparto.

L’amministrazione comunale e, quindi, il primo cittadino e il Presidente del Consiglio comunale, Fausto Vecchio, si sono da subito attivati in direzione di un accordo che eviti la chiusura del reparto.

Dobbiamo puntare immediatamente ad attivare, nell’ospedale di Eboli, il servizio di fecondazione assistita – spiega Fausto Vecchio – Possiamo farlo subito, perché il nostro ospedale ha già in dotazione la strumentazione necessaria. Inoltre, non si comprende il motivo per il quale questo servizio sia destinato esclusivamente verso le strutture private, noi riteniamo che a maggior ragione si debba prevedere in strutture pubbliche ospedaliere. Una scelta del genere farebbe rivedere ai medici del reparto di ginecologia la loro richiesta di pensionamento”.

E’ appena il caso di rilevare – fanno ancora notare i due esponenti dell’Amministrazione comunale – che il trasferimento dei reparti di Ostetricia e Pediatria da Eboli verso Battipaglia non è stato realizzato con un vero e proprio provvedimento, ma con una semplice lettera. Non abbiamo bisogno di altre chiusure, ma solo di potenziare i reparti ed i servizi ospedalieri, unica condizione per riuscire a garantire un’assistenza adeguata“.

 

 

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