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Hotel Rigopiano, Alessio Feniello: “Non hanno permesso a mio figlio di lasciare l’hotel. Questo è sequestro di persona e omicidio”

Scritto da Redazione il 2 febbraio 2017 in Cronaca,Evidenza. Stampa articolo

padre-di-stefano-feniello-esplode-la-rabbia-in-ospedaleAlessio Feniello, padre di Stefano, il 28enne morto sotto le macerie dell’Hotel Rigopiano, ha rilasciato un’intervista al programma radiofonico La Zanzara in cui ha ribadito la sua disperazione per la morte del figlio e il desiderio di giustizia per Stefano. 

“Quando ho saputo della morte di Stefano volevo buttarmi dal terrazzo di casa. Avevo deciso così. Poi ho fatto una promessa a mio figlio: fino a quando non avrò giustizia non mi fermerò. Voglio i colpevoli e devono solo augurarsi che io abbia un infarto, che io muoia prima. Non mi fermerò prima di aver avuto giustizia” ha dichiarato Alessio Feniello.

Feniello ha deciso di agire per vie legali: “Ho fiducia nei giudici, bisogna far sentire la nostra voce anche con loro, non è stato solo il destino, la colpa è sempre degli uomini. Ho denunciato tutti col mio avvocato. Il sindaco di Farindola, il prefetto, il questore, il presidente della Regione e della provincia. Hanno tutti delle responsabilità. Se c’erano  i figli di uno di questi tutto questo non succedeva. Li avrebbero recuperati con gli elicotteri prima del crollo dell’albergo”.

Duro l’attacco contro la Protezione Civile che non ha saputo gestire la prima telefonata di aiuto da parte dell’hotel: “Mio figlio alle 13 era pronto per tornare a casa. Ma nessuno andava a liberare la strada. Se lo spazzaneve fosse partito quando è partito l’allarme prima delle quattro di mattina sarebbe arrivato sicuramente. Quelle persone si sarebbero salvate. Quando mio figlio è salito hanno liberato la strada, con una panda bianca. Dovevano impedire alla gente di salire. Si sono impegnati per farli arrivare all’albergo, poi non si sono preoccupati di tenere la strada libera. Hanno fatto solo il lavoro per farli salire, per farli pagare. Poi nulla. Sono dei pezzi di merda. Io ho perso tutto, non ho paura di nulla, mio figlio non me lo restituisce più nessuno”.

A mio figlio non hanno permesso di lasciare l’hotel. Questo è sequestro di persona e omicidio. Come fa un albergo a quattro stelle a non avere qualcosa, un trattore per tener pulite le strade? Mio figlio è stato ucciso dallo Stato, dalle autorità, dai politici”

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