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Processo “Taurania Revenge”: chiesti 23 anni di carte per Antonio Petrosino D’Auria, figlio del boss Gioacchino

Scritto da Redazione il 17 marzo 2017 in Cronaca,Evidenza,Salerno. Stampa articolo

Tribunale_SalernoSalerno. Si è conclusa ieri la requisitoria del pubblico ministero Vincenzo Montemurro nel processo “Taurania Revenge” che vede sul banco degli imputati 21 persone molto vicine al clan Fezza- D’Auria Petrosino.

Le condanna più alte sono state richieste per i figli dei boss: 23 anni per Antonio Petrosino D’Auria, figlio del boss Gioacchino, e 21 per Francesco Fezza, figlio del boss carcerato Tommaso. In totale il pm ha richiesto 222 anni di carcere.

“Ci troviamo in un contesto di criminalità organizzatadove l’organizzazione, stando a chi l’aveva vissuta dal suo interno (i collaboratori Domenico Califano, ex autista di Vincenzo Confessore, e Gerardo Baselice), aveva una forte disponibilità di armi e soldi – spiega Montemurro – E il cui scopo era imporre il proprio dominio, un senso di omertà nelle persone e punizioni a chi osava contrastarli”.

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