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Regione: sì a legge sul servizio di sociologia del territorio

Scritto da Redazione il 2 maggio 2017 in Attualità,Evidenza,Sociale. Stampa articolo

sociologia okNapoli. È stata provata oggi all’unanimità in Consiglio regionale la legge per “l’istituzione del servizio di sociologia del territorio”.

La categoria dei sociologi, pur rappresentando una figura fondamentale non solo nell’ambito dei Piani di zona che si occupano dei servizi sociali ma anche di altre istituzioni pubbliche e private, lamenta da tempo l’assenza di un albo professionale che disciplini e tuteli i professionisti della materia.

«Il provvedimento – dichiara Tommaso Amabile, presidente della VI commissione consiliare Politiche sociali, cultura e ricerca scientifica – rappresenta un reale cambiamento di prospettiva dell’impiego del sociologo nell’organizzazione dei servizi sociali territoriali, con nessun aggravio di spesa a carico del bilancio regionale».

La legge è a iniziativa del presidente del consiglio Rosa D’Amelio e dei consiglieri Carlo Iannace e dello stesso Amabile, che ne è stato relatore in aula.

«Questa legge – continua il presidente Amabile – nasce dall’esigenza espressa da anni dagli operatori del settore, a cui nelle precedenti legislature non si era riusciti a dare risposta. Il testo definisce le finalità, i compiti e le attività del Servizio di sociologia del territorio, garantendo ai cittadini prestazioni sociali maggiormente qualificate e coordinate che saranno utili per rendere omogenea l’organizzazione dei Piani sociali di zona, recentemente ridisegnati dal Governo regionale».
Approvata all’unanimità anche la legge “Norme per il riconoscimento ed il sostegno dei caregiver familiare”, ad iniziativa della consigliera Flora Beneduce (Forza Italia) e assegnata per l’esame alla VI Commissione.
«È importante il riconoscimento del ruolo del caregiver, colui che presta volontariamente cura ed assistenza ad una persona in condizioni di non autosufficienza o comunque non in grado di prendersi cura di sé, scelto in prima istanza tra i conviventi e i familiari».
Il testo nasce dall’esigenza di favorire l’integrazione del caregiver familiare nell’ambito del sistema regionale degli interventi socio-sanitari, promuove azioni di sensibilizzazione e partecipazione.
Il “caregiver” indica “colui che si prende cura”.
«Sottolineo l’importanza dell’istituzione del registro dei caregiver familiari, che ha come finalità la raccolta dei dati e delle competenze maturate nell’ambito delle attività di assistenza e cura da parte del caregiver», ha concluso l’esponente Pd.

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