Battipaglia. La protesta degli sgomberati di viale Manfredi si sposta a Palazzo di Città

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Battipaglia-Comune-640x4802_Public_Notizie_270_470_3Battipaglia. Continua la protesta degli abusivi sgomberati dagli alloggi di viale Manfredi che nelle ultime ore hanno occupato piazza Aldo Moro, di fronte a Palazzo di Città, dove chiedono a gran voce di incontrare il commissario Mario Rosario Ruffo.

Dopo  aver trascorso 3 giorni e 2 notti nel cortile e dinanzi al portone della palazzina C di viale Manfredi da dove erano stati allontanati martedì mattina, con le loro poche cose si sono sistemati tra le aiuole di piazza Moro trascorrendovi un’altra notte all’agghiaccio.

A sorvegliare gli alloggi di viale Manfredi sono rimasti una decina di sgomberati che hanno assistito impotenti all’ingresso nelle case dei legittimi assegnatari, in possesso delle chiavi. Le serrature delle porte, infatti, sono state cambiate già nel corso della giornata di martedì, poche ore dopo lo sgombero. Gli assegnatari hanno così potuto visitare gli appartamenti, scortati dalle forze dell’ordine, per sopralluoghi e misurazioni. I traslochi e i primi ingressi potrebbero avvenire già nella mattinata di oggi.

Intanto il Municipio resta chiuso e sotto la vigilanza di carabinieri, vigili e finanzieri e solo ieri è stata pubblicata sul sito dell’ente l’ordinanza commissariale di martedì 29 ottobre che parla di “esigenze di servizio” alla base della chiusura disposta per il settore politiche sociali e della Casa Comunale ad esclusione dell’ufficio protocollo.

Nell’ordinanza è specificato che la chiusura è stata ordinata perché il Comune ” è interessato alle procedure per lo sgombero degli alloggi, abusivamente occupati e che gli uffici sono particolarmente impegnati nelle complesse attività correlate”.

Ruffo dal canto suo si è rifiutato di incontrare le persone sgomberate al cui fianco si sono schierati i militanti del partito Forza Nuova che nel corso di una manifestazione hanno sfilato con striscioni inneggianti al diritto di casa per tutti.

Ieri mattina, una ditta privata si è occupata di concludere le operazioni di liberazione degli alloggi dai mobili, portando via le ultime masserizie di proprietà degli sgomberati. Ogni arredo è stato catalogato e traslocato presso i magazzini della società Nuova Manutenzione.

L’intera operazione è costata 60mila euro (oltre a 40mila euro già utilizzati per gli sgomberi di via Carmine Turco il 4 ottobre). Tra le voci di spesa ben 23.382,04 euro per l’assistenza alle operazioni di sgombero da parte di fabbri, falegnami, elettricisti, muratori e manovali.

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