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Eboli. Convegno ‘La sanità della Valle del Sele, quale futuro?’ Rosania si confronta con i sindacati

Scritto da Redazione il 21 febbraio 2014 in Evidenza,Piana del Sele. Stampa articolo

???????????????????Eboli. I piccoli ospedali vanno difesi. La riflessione di Margaret Cittadino viene fuori dall’incontro ‘La sanità della Valle del Sele, quale futuro?’. Il segretario responsabile CGIL-FP Sanità, insieme a Franco Musumeci di CGIL Medici e a Pino Gigliotti di UIL Medici, ha discusso il caso che vede protagonisti i nosocomi della Piana del Sele.

Centrale nel dibattito, organizzato da Gerardo Rosania, il ruolo della sanità pubblica, il cui futuro prossimo è, per i relatori, di privatizzazione se avranno la meglio le decisioni del manager dell’Asl Antonio Squillante.  Le conseguenze, poi, ricadranno, e per molti aspetti già succede, sui cittadini. “In Campania, le scelte di Stefano Caldoro – afferma Cittadino – hanno portato a ridurre il personale sanitario del 4%, a raddoppiare le tasse e, dunque, il ticket, a tagliare i posti letto. Di tutto ciò chi ne paga le spese? La popolazione”.

???????????????????Cittadino sottolinea che il labirinto in cui devono destreggiarsi le persone che prenotano una visita negli ospedali locali è studiato appositamente per rendere loro la vita così difficile da farle avvicinare alle strutture private. “Le cliniche accreditate – dice – ledono i meccanismi di tutela collettiva”.

Anche nell’intervento di Franco Musumeci di CGIL Medici emergono le criticità dei nosocomi territoriali, spesso ospitanti “reparti virtuali”. Vale lo stesso per Pino Gigliotti di UIL Medici, il quale evidenzia la mancanza di personale medico nel reparto di nefrologia di Eboli, dove lavora. “Il dato grave – aggiunge – è che alcune patologie sono considerate più gravi di altre perché non ci sono i mezzi per curarle”.

La sanità pubblica, definita da Gerardo Rosania “un diritto”, a conclusione del convegno,  funziona se viene esercitato il controllo popolare. Un punto, questo, che trova concordi tutti i presenti al dibattito.

Chiara Amato

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