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Taglio Tribunali, Fortunato e Marino in Commissione Verifica: “Salernitani smistati su due regioni”

Scritto da Redazione il 11 dicembre 2013 in Politica. Stampa articolo

condanna tribunaleNapoli. “E’ stato senz’altro un’audizione utile e positiva che ci ha dato la possibilità di rappresentare alla Commissione istituita presso il ministero di Grazia e Giustizia l’anomalia, unica in Italia, del caso di Sala Consilina, che vede i cittadini salernitani costretti a lunghi, onerosi e tutt’altro che agevoli trasferte in Basilicata. Ed anche, bene illustrate dal collega Marrino, le problematiche e i disagi subiti in Campania con la soppressione dei Tribunali di Ariano Irpino e Ischia, giusto per citarne due”.

Così il consigliere regionale campano Giovanni Fortunato (Gruppo Caldoro Presidente) che, su delega del Presidente Caldoro, ha partecipato oggi, insieme con il collega Angelo Marino (Gruppo Caldoro Presidente) ai lavori della Commissione di Verifica sul riordino delle strutture giudiziarie in Italia.

“Ai tecnici del ministero – ha spiegato Fortunato – abbiamo rappresentato una condizione di vera e propria deportazione nella quale sono costretti oggi i cittadini salernitani, soprattutto di Vallo di Diano e del Golfo di Policastro, smistati su Potenza per le questioni penali e su Salerno per quelle amministrative. Questioni sulle quali, devo dire, ho trovato molta attenzione ed una seria disponibilità al dialogo che fa ben sperare”.

“Abbiamo spiegato con estrema franchezza  – ha reso noto Marino al termine dell’audizione – che in Campania nessuno vuole il tribunale sotto casa, né gli avvocati, né i giudici né tantomeno i cittadini. Tuttavia, al di là di quanto accadrà col referendum di revisione della legge taglia-tribunali che abbiamo proposto insieme ad altre otto Regioni, non potevamo non far rilevare ai tecnici del ministero quali incredibili disagi si recano in Campania, anche ai cittadini di Ischia, dell’Arianese e di Napoli Nord con una riforma dalla quale peraltro nessuno si aspetta chissà quale risparmio”.

“Peraltro, fare cassa con la giustizia, in un Paese come l’Italia – conclude Marino –, ci sembra davvero fuori luogo”.

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