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La partecipazione di nozze: quale scegliere e come scriverla

Scritto da Redazione il 10 aprile 2014 in TuttoSposi. Stampa articolo

partecipazioni-matrimonioIl vero biglietto da visita di un matrimonio è la partecipazione di nozze. Molti sposi sottovalutano questo aspetto. E’ opinione diffusa, infatti, che chi riceve l’invito non lo legga con particolare attenzione o che, addirittura, lo cestini, trascrivendo la data del matrimonio in agenda.

Questo sarà vero per i più distratti, ma una persona attenta, dal tipo di partecipazione ricevuta, oltre che dalla location e dall’ora fissata, trae diverse considerazioni sul tono del matrimonio, su cosa dovrà indossare e, perché no, su quanto dovrà destinare al regalo degli sposi.

Una partecipazione in carta a mano di Amalfi, possibilmente con iniziali degli sposi incise a secco o in rilievo in oro, prelude a un matrimonio elegante, tradizionale e formale. Una partecipazione, invece, colorata, magari con disegni spiritosi, annuncia un matrimonio giovanile e informale.

Un invito dai materiali ricercati, assemblati in maniera originale, fa immaginare un matrimonio anticonformista, probabilmente trendy o stravagante.

Secondo lo stile della partecipazione, va scelto il carattere e il colore di stampa. Senza alcun dubbio, il “corsivo inglese” è il più elegante e ben si adatta a delle partecipazioni tradizionali. Il colore da preferire in questi casi è il seppia (marrone scuro), il grigio o il dorato. E’ qui possibile però orientarsi anche su altri colori di stampa come il blu, il verde o il viola, sicuramente meno formali.

Ci sono varie formule per annunciare il matrimonio. La più tradizionale prevede che a partecipare il matrimonio siano i genitori degli sposi. Al giorno d’oggi, però, questa formula è in disuso. Gli sposi preferiscono, infatti, annunciare il loro matrimonio da sé. Tuttavia alcuni giovani, legati alle tradizioni e che desiderano un matrimonio elegante, continuano a preferire l’annuncio dei genitori, che è, comunque, da sconsigliare sia nel caso in cui quest’ultimi siano risposati o vedovi, sia nel caso in cui i figli non vivano più con loro.
Secondo il galateo nuziale, è buona norma invitare lo stesso numero di persone in chiesa e al locale.
D’obbligo la gentile richiesta di conferma: perfetta la discreta sigla R. S. V. P. (dal francese, répondez s’il vous plaît).

Le partecipazioni vanno spedite circa tre mesi prima la data del matrimonio. Possono anche essere consegnate a mano dagli sposi o dai genitori di quest’ultimi (se si è scelto la formula con annuncio dei genitori).

E’ importante che i nomi sulle buste non siano battuti a macchina o stampati. Vanno sempre trascritti a mano, in bella calligrafia. Assolutamente da evitare tutti i titoli (Dott., Ing., Prof. ecc…) davanti al nome degli invitati, a meno che non si tratti di appartenenti all’Arma o al Clero. Tutti i nomi degli invitati devono essere preceduti dalla formula Gent.mo, Gent.ma o Gent.mi.
Nel caso di una famiglia, si indichi semplicemente: “Famiglia Rossi”. Se i figli non vivono più con i genitori, si preveda una partecipazione apposita. Nel caso di una coppia sposata senza figli, si scriva: “Mario Rossi e Signora” oppure, meglio, “Mario e Maria Rossi”.

Un’attenzione doverosa per gli invitati è costituita da i “response cards”. Di gran moda negli ultimi tempi, sono biglietti, in formato ridotto rispetto alla partecipazione, con busta coordinata, che l’invitato dovrebbe compilare per confermare o non confermare la propria presenza al matrimonio.

Nel caso in cui il luogo del ricevimento sia poco conosciuto o difficilmente raggiungibile, si consiglia di allegare una mappa, che sarà di norma stampata su un cartoncino o su un foglio della stessa grandezza dell’invito, con gli stessi colori e lo stesso carattere di stampa, ma su un supporto cartaceo diverso per distinguerla dall’invito vero e proprio. E’ consigliabile un disegno esplicativo con annesso testo.

Infine è obbligatorio, in data successiva al matrimonio, inviare dei biglietti di ringraziamento ai parenti e agli amici che abbiano fatto un regalo agli sposi. Questa pratica, quanto mai cortese, è, purtroppo, caduta in disuso. Il biglietto va scritto a mano e personalizzato. Mai frasi generiche del tipo: “Anna e Paolo ringraziano per il regalo”. Va assolutamente specificato il regalo che si è ricevuto e il gradimento, accompagnando il tutto con una frase carina creata ad hoc per l’invitato che la riceve. Se il regalo è in denaro, è consigliabile accennare all’utilizzo che se n’è fatto.

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