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Unisa ricorda il Novecento italiano nel segno di “Calvino e Pasolini: così lontani così vicini”

Scritto da Redazione il 2 settembre 2015 in Eventi,Evidenza,Territorio,Università,Valle Irno. Stampa articolo

universitàFisciano. Il 2 novembre 1975 Pier Paolo Pasolini veniva trovato morto sul litorale di Ostia, a Roma.

Il 19 settembre 1985 Italo Calvino moriva colpito da un ictus, all’età di quasi 62 anni, a Siena.

A distanza di 40 e 30 anni rispettivamente dalla morte di Pasolini e di Calvino, le voci di questi due grandi nomi del Novecento italiano continuano a riecheggiare e a raccontarci qualcosa.

Calvino e Pasolini: così lontani così vicini” è l’iniziativa targata Unisa, che nasce dall’idea mirata e consapevole di Stefano Pignataro, Presidente del Consiglio degli studenti del Dipsum (Dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli Studi di Salerno).

11911637_885233781562233_719528478_nIl fine del progetto è quello di: “Far conoscere in profondità Calvino e Pasolini, rispettivamente a 30 e a 40 anni dalla loro morte –  dichiara Pignataro al Corriere di Salerno -, questi straordinari autori del Novecento italiano che a scuola non vengono studiati, come tutto il Novecento – sottolinea senza celare una vena di amarezza, Pignataro -, autori fondamentali che ci aiutano a capire tutta la politica, la sociologia, la storia del Novecento”.

Ma non solo: si tratta anche di un’occasione che, oltre a stimolare gli studenti ad avvicinarsi a questi autori, si rivela preziosa: “Per produrre ricerca di qualità, perché quando ci sono le cifre tonde si produce molta spazzatura commerciale. Si deve sempre produrre ricerca di qualità e non macchiare la memoria con cose superficiali e sgradevoli”, sottolinea Pignataro.

La collaborazione tra il Dipsum, il professore Sebastiano Martelli – direttore del Dipartimento di Studi Umanistici – il professore Alberto Granese – ordinario di Letteratura italiana all’Unisa – e MisterStudent, la tv degli studenti, ha reso possibile la realizzazione di questa fondamentale e ambiziosa iniziativa, volta ad assegnare ai due grandi scrittori del secondo dopoguerra il posto che spetta loro di diritto nel panorama accademico e nella stessa coscienza italiana.

La rievocazione delle due celebri firme prevede e ha visto, in parte, già in atto: “Una serie di interviste – spiega Pignataro – sia video, riprese da MisterStudent, che cartacee, pubblicate su “Sinestesie” una delle riviste più importanti del panorama letterario accademico, diretta dal professore Carlo Santoli”.

Le voci narranti di questo percorso commemorativo e conoscitivo sono quelle dei più grandi scrittori e di eminenti accademici d’Italia, coinvolti nell’iniziativa.

11938855_885233854895559_1577668534_nPasolini e Calvino raccontati dai più grandi scrittori e accademici – continua entusiasta il Presidente del Consiglio degli studenti del Dipsum -, molti dei quali hanno collaborato con uno di loro. Ho già intervistato, ad esempio, Ermanno Rea, con il quale abbiamo  parlato dell’esperienza di Pasolini a “Tempo illustrato”, una rivista alla quale Ermanno Rea chiese a Pasolini di collaborare.

Il professore Corrado Bologna, il professore Alfonso Amendola, la scrittrice Antonia Arslan, autrice della “Masseria delle allodole” – da cui è stato tratto il film dei fratelli Taviani con Alessandro Preziosi -, Silvio Perrella, critico letterario, Marcello Ravveduto, storico di Salerno, sono solo alcuni dei grandi nomi che hanno già dato il proprio contributo al progetto e che hanno di poco preceduto gli altri illustri studiosi che interverranno nelle prossime settimane, tra i quali, lo scrittore Alberto Asor Rosa e Giovanni De Luna, storico contemporaneo e studioso dei media audiovisivi.

Gli incontri sono finalizzati anche a: “Trovare tutte le varie collimazioni tra i due scrittori, solo apparentemente lontaniaggiunge Pignataro -, ma che hanno molti punti di contatto. Entrambi hanno trattato l’antifascismo, il boom economico, ovviamente con due stili molto diversi: Calvino con il suo stile temperato di ironia, Pasolini con la sua passione e con la sua vitalità”.

Mi sono ispirato – conclude –  al libro “Pasolini contro Calvino” di Carla Benedetti, per cui mi è sembrato molto interessante sia per avvicinare gli studenti che per produrre ricerca di qualità”.

Conoscenza del proprio trascorso storico nazionale, presa di coscienza della realtà odierna, tramite un’analisi dettagliata, competente e profonda delle dinamiche sociali, politiche e culturale novecentesche, con la consequenziale valorizzazione di personalità di spicco del periodo: questi i punti cardine della nobile iniziativa che l’Ateneo di Salerno ha deciso di abbracciare, nel segno di “Calvino e Pasolini: così lontani così vicini”.

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