Iniziativa dell’Ente Riserve Naturali Foce Sele-Tanagro Monti Eremita Marzano. A Contursi Terme i profumi della “Piazza del Gusto”, con la pasta delle terre del Sele, del Tanagro e del Calore realizzata grazie al progetto “le Terre dei Parchi”.

I profumi mediterranei nelle grandi padelle che in Piazza Garibaldi, a Contursi Terme, fumavano di buon gusto. E’ “La Piazza del gusto” quella che si è unita alla presentazione del progetto “Le Terre dei Parchi”. L’Ente Riserve Naturali Foce Sele-Tanagro Monti Eremita Marzano ha raccontato il frutto di tre anni di lavoro che hanno condotto al riutilizzo di terreni inutilizzati o sottoutilizzati ora dedicati alla coltivazione di grani antichi dai quali è nata la pasta, “il Fiore del Parco”.

Su 195 ettari disponibili, i primi 40 hanno prodotto oltre 300 quintani di pasta di altissima qualità che, attraverso un canale e-commerce (www.leterredeiparchi.it/ecommerce), può giungere direttamente sulle tavole dei consumatori.

Allo show cooking e alla degustazione di due piatti realizzati dallo chef stellato Raffaele Vitale, insieme ai docenti  dell’IPSEOA E. Corbino di Contursi Terme, Pasquale Esposito Venezia e Roberto Pecora e allo chef Montemurro, in tantissimi hanno assaggiato fantastiche prelibatezze. Il tutto accompagnato dai vini delle cantine del Parco Regionale dei Monti Picentini.

Le Terre dei Parchi

A raccontare il progetto e le sue potenzialità è stato il Presidente della Riserva, Antonio Briscione, e con lui Fabio Guerriero, Presidente Ente Parco Regionale dei Monti Picentini, Stefano Pisani, Presidente Città Slow Italia, Valerio Calabrese per Legambiente, Antonio Carotenuto, vice direttore generale del settore Ambiente della Regione Campania, dopo i saluti del sindaco Alfonso Forlenza. Ha condotto la serata Margherita Siani.

Unire l’analisi di un progetto di sviluppo territoriale al gusto è stato il filo conduttore della serata. Al centro un Ente pubblico che sostiene le imprese, un ente come la Riserva che è impegnata non solo nella difesa e nella tutela dell’ambiente, ma anche nella realizzazione di programmi di sviluppo che siano compatibili con l’ambiente, che lo rispettino, soprattutto lo valorizzino facendolo divenire economia per il territorio. Una scommessa vinta, dopo tre anni di lavoro intenso.

Ed ora sono già 32 le imprese che fanno parte di un accordo di filiera e che sono in fase di produzione dei grani, della farina e quindi impegnate nella  trasformazione della pasta nelle nove trafile realizzate.