Le cessioni di Capomaggio e Ferrari e la mancata conferma di Ferraris, gridano ancora vendetta. Vendere due tra i calciatori migliori in rosa, per una squadra che dovrebbe puntare alla vittoria del campionato, è stata una scelta scellerata, dettata, probabilmente, dalla volontà di fare cassa nell’ambito di una politica di austerity voluta dal patron Iervolino. Sarà pur vero che i due calciatori hanno chiesto di andare via, ma bisognerebbe chiedersi il perché, negli ultimi tempi, molti calciatori preferiscono scappare da Salerno e manifestano evidente malcontento a vestire la casacca granata.
Il gruppo che ha lavorato in ritiro, prima a Cascia e poi sulla Sila, e che l’anno scorso ha centrato i play off, è stato in parte smantellato e ora la squadra deve trovare nuovi equilibri e un valido assetto tattico, ma il campionato è già iniziato e si sono persi i primi tre punti. Inoltre, le voci di mercato che ronzano intorno ad alcuni elementi, vedi Villa e Achik, certamente non aiutano a cementare il gruppo.
Le assenze, soprattutto in difesa e a centrocampo, di diversi titolari, hanno completato l’opera. La squadra messa in campo da Cosmi presentava diverse criticità, in particolare Capuano, Vitale e D’Ursi, gli ultimi acquisti, subito messi in campo, benché non pronti atleticamente e tatticamente. Tutti e tre sono stati sostituiti nel corso del secondo tempo con alternative non dello stesso ruolo, a causa delle carenze di organico e della panchina corta, priva di difensori centrali e con due giovanissimi nel ruolo di centrocampisti.
In una situazione così critica e delicata, nel secondo tempo, sul risultato di 1-1, la voglia di Cosmi di vincere la gara gli ha giocato un brutto scherzo. Le sostituzioni di Vitale, un mediano, con Cardoni, un tre quartista, di D’Ursi, un attaccante, con Djibril, altra mezza punta, e di Villa, un esterno difensivo, con Boncori, un attaccante, hanno indebolito, ulteriormente, la fase difensiva dei granata, consentendo al Sorrento di chiudere il match in attacco e siglare la rete della vittoria, approfittando delle evidenti difficoltà degli avversari. Probabilmente, puntare sui due giovani centrocampisti in panchina, Mastrovito e Di Vico, sarebbe stata una scelta tattica migliore.
A fine gara gli ultras granata hanno contestato la società, chiedendo a viva voce una squadra degna della piazza e in grado di puntare alla promozione in cadetteria. I 14.191 spettatori oggi sugli spalti non meritano tali umiliazioni. Perdere i primi due match casalinghi in gare ufficiali, con Scafatese e Sorrento, per una squadra che un paio di anni fa militava in serie A, rappresenta uno dei punti più bassi mai raggiunti dalla Salernitana.
Salernitana – Sorrento 1-2
SALERNITANA (3-4-1-2): Galeotti; Matino, Capuano (36′ st Longobardi), Zoia; Villa (49′ st Boncori), Gyabuaa, Vitale (31′ st Cardoni), Anastasio; Achik; Lescano, D’Ursi (1′ st Djibril). A disposizione: Cevers, Cataldo, Mastrovito, Del Pin, Di Vico, Sorbino. Allenatore: Cosmi
SORRENTO (3-5-2): Harrasser; Di Somma (1′ st Evangelisti), Cargnelutti, Viscardi; Puzone (35′ st Paglino), Cuccurullo, Capezzi, Marchesi (10′ st Potenza), Crecco; Starita (35′ st Ricci), Bolzan (18′ st Plescia). A disposizione: Del Sorbo, Boccarusso, Fusco, Falasca, Solcia, Tonni, Bernabeo, Castaldi. Allenatore: Maiuri
ARBITRO: Vogliacco di Bari – assistenti: Capriuolo e Massari – IV uomo: Liotta – FVS: Monaco.
RETI: 38′ pt rig. Lescano (Sa), 42′ pt Starita (So), 43′ st Cargnelutti (So)
NOTE. Spettatori: 14.191 di cui 6674 abbonati. Ammoniti: Viscardi (So), Cargnelutti (So), Zoia (Sa), Potenza (So), Djibril (Sa). Angoli: 6-4. Recupero: 4′ pt – 6′ st






