1408820818-0-episodi-di-protesta-di-giovani-immigrati-avvenuti-ad-ispicaSalerno. L’inchiesta della Guardia di Finanza di Verona, in collaborazione con la Polizia di Stato e il personale ispettivo dell’Inps, ha portato alla luce un’organizzazione che permetteva a migranti di ottenere o rinnovare, dietro pagamenti in denaro, il permesso di soggiorno, attraverso contratti di lavoro falsi.

I componenti della banda sono stati denunciati alla Procura della Repubblica veronese per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: tra loro, una consulente del lavoro salernitana si occupava della documentazione falsa e di un nigeriano che aveva il compito di reperire gli stranieri da mettere in regola.

L’indagine, iniziata nel 2014 per contrastare il lavoro nero, ha permesso di scoprire un sodalizio organizzato da un imprenditore veronese, titolare di una ditta operante nel settore della lavorazione dei metalli, risultata di fatto inesistente.

Le attività investigative hanno rivelato che ogni lavoratore pagava una somma di denaro variabile tra i 200 e i 750 euro; inoltre i  controlli dei finanzieri hanno consentito di ricostruire oltre 50 rapporti falsi di lavoro dipendente che sono stati segnalati alla Questura per l’eventuale diniego o revoca del permesso di soggiorno richiesto.

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