Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Tartaruga caretta caretta: un aiuto per la salvaguardia

Scritto da Redazione il 2 settembre 2013 in Attualità. Stampa articolo

carettaIl laboratorio di Ittiopatologia I.Z.S.  Mezzogiorno dal 2011 ad oggi ha registrato ben tredici decessi di esemplari di tartarughe Carettacaretta, nei territori di Palinuro, Pollica, Castellabate, Capaccio, Sapri, Agropoli e Ascea Marina a causa di ferite di vario tipo riportare o perchè rimaste imbrigliate nelle reti da pesca.

La collaborazione dei cittadini per cercare di salvare questi esemplari è molto importante, per questo motivo, in seguito a questi allarmanti dati, il laboratorio di ittiopatologia I.Z.S. ha diffuso una nota per informare i cittadini sul come comportarsi in caso di avvistamento delle testuggini.

Innanzitutto bisogna cercar di recare il meno disturbo possibile all’animale, ad esempio in caso di avvistamento in mare, cercare di ridurre la velocità delle imbarcazioni e non dirigerle verso la tartaruga, evitare il contatto fisico.

Se  l’animale è morto, può rappresentare un grave pericolo per la salute pubblica, quindi è molto importante informare tempestivamente la Capitaneria di porto ed il Servizio Veterinario dell’A.s.l. del territorio d’appartenenza.

Nel caso in cui la testuggine fosse rimasta imprigionata nelle reti da pesca bisogna informare la Capitaneria di Porto ed il Servizio Veterinario e nell’attesa dell’intervento del personale esperto, liberare l’esemplare dalle reti e recuperarlo a bordo e tenerlo con la parte superiore del corpo rialzato, senza capovolgerlo, così da facilitare la fuoriuscita dell’acqua eventualmente accumulatasi nelle vie aeree.

Nel caso in cui l’esemplare sia impigliato nel palamito è necessario diminuire la tensione della lenza madre e recuperarlo a bordo; nel caso in cui sia semplicemente impigliato nella lenza, è opportuno tagliare il filo senza ferirlo. Se l’amo è infisso sugli arti, sul collo o sulla coda rimuoverlo senza ferirlo, facendo uscire l’ardiglione, tagliarlo con una cesoia e rimuovere il resto dell’amo; nel caso invece che la testuggine abbia ingoiato l’amo non bisogna assolutamente costringerla ad aprire la bocca, ma è necessario tagliare la lenza e lasciare circa trenta centimetri di filo al di fuori della bocca. In caso di colluttazioni con imbarcazioni è necessario informare tempestivamente  la Capitaneria di porto ed il Servizio Veterinario dell’A.s.l del territorio d’appartenenza.

Per la salvaguardia del nido delle testuggini è opportuno delimitare con transenne la zone di spiaggia dov’è presente il nido, evitare di intralciare il passaggio delle tartarughe verso l’acqua o cercare di prenderle.

Be Sociable, Share!

© RIPRODUZIONE RISERVATA