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Istat. La disoccupazione ai massimi dal 1977, il tasso tra i giovani vola al 46% e al Sud al 61%

Scritto da Redazione il 3 giugno 2014 in Attualità. Stampa articolo

giovani_lavoro_disoccupazione2La disoccupazione corre senza soste: nei primi tre mesi del 2014 ha registrato l’undicesimo trimestre consecutivi di crescita dal 2004. E così i dati del periodo, diffusi dall’Istat, sono drammatici: nei primi tre mesi dell’anno il tasso è salito fino al 13,6%, in crescita di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’indicatore sale per entrambe le componenti di genere, portandosi al 12,9% per gli uomini e al 14,5% per le donne.

Si tratta, in base a confronti annui, di un massimo storico, ovvero del valore più alto dall’inizio delle serie trimestrali, partite nel 1977. La situazione, però, è ancora peggiore sul fronte giovanile: il tasso dei senza lavoro tra i 15 e i 24 anni è al 46%. In assoluto, i disoccupati sfiorano i 3,5 milioni, in aumento di oltre 200mila unità rispetto allo stesso periodo del 2013

Ad aprile il tasso di disoccupazione è rimasto invariato rispetto a marzo al 12,6% ed è salito su anno di 0,6 punti percentuali. Preoccupa, piuttosto, il calo del tasso di occupazione sceso di 0,2 punti percentuali ad aprile al 55,4% (-0,3 punti su anno).

La situazione più drammatica resta nel Mezzogiorno, dove il tasso di disoccupazione vola al 21,7% e tra i giovani arriva al 60,9%: in particolare tra i 15 e i 24 anni sono 347mila i ragazzi in cerca di lavoro (il 14,5% della popolazione in questa fascia d’età).

In particolare, il numero di individui inattivi tra 15 e 64 anni aumenta dello 0,6% rispetto a marzo (+81mila), ma diminuisce dello 0,6% rispetto a 12 mesi prima (-84mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e in diminuzione di 0,1 punti su base annua.

La fotografia del mercato del lavoro allarma il governo, con il ministro competente, Giuliano Poletti, che spera nel cambio di passo: “L’obiettivo è produrre entro fine anno almeno il cambio di segno”, ha sottolineato a un convegno della Fondazione Cariplo. “Teniamo conto – ha aggiunto – che parliamo degli esiti del trimestre in cui il pil italiano è sceso dello 0,1% per cui l’occupazione si è allineata a quel dato”. Si è poi concentrato sulla necessità di reperire le risorse per la cassa in deroga: “Le coperture ci sono per la parte ordinaria e straordinaria, per la cassa in deroga sappiamo che c’è un problema di coperture che è derivato dalla precedente legge di Stabilità. E’ un problema su cui il governo dovrà intervenire, integrando le risorse”.

Eurostat. Rispetto all’Italia, l’Eurozona è in controtendenza con un lieve calo del tasso di disoccupazione che ad aprile è passato all’11,7% dall’11,8% di marzo, un anno prima era al 12%. Nella Ue è passato al 10,4% da 10,5% a marzo; un anno prima era al 10,9%. Lo rileva Eurostat sottolineando che ad aprile c’erano 25,471 milioni di disoccupati di cui 18,751 milioni nell’Eurozona: rispetto a marzo i disoccupati sono 151mila in meno nella Ue e 76mila nell’Eurozona: rispetto a un anno prima sono calati di 1,167 milioni e 487mila rispettivamente. 

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