Alma Salerno leziosa, vince il Colleferro

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Stavolta non basta Milucci. L’Alma Salerno perde al PalaRomboli con il punteggio di 3 a 5 in favore del Colleferro. Una partita a tratti surreale, con i granata abili a creare una mole importante di occasioni ma incapaci di concretizzare. È mancato l’ultimo tocco e, come è scritto negli annali di questo sport, gol mancato gol subito. Il detto diventa il mantra di una partita che i granata dominano senza però portare punti a casa.

Magalhaes ha rinunciato dall’inizio a Madonna per lanciare lo spagnolo Fabinho, parte del mosaico composto da Milucci, Spisso e Cerrone. Chiavi della porta affidate a Morel. La prima frazione, conclusa sul punteggio di 3 a 1 in favore degli uomini di Forte, ha visto la marcatura del solito Milucci. L’Alma, nonostante il passivo, ha giocato a visto aperto (soprattutto nei primi 7 minuti) creando tanto ma senza incidere.

Nella seconda frazione ancora Milucci poi Cerrone cercano di tracciare la rotta andando a pareggiare una gara difficile. Ma bisogna fare i conti con l’avversario e il Colleferro è ritornata in partita concretizzando le poche occasioni concesse dalla difesa salernitana.

Alma Salerno Milucci
Alma Salerno Milucci

Il cinque di casa porta, infatti, il parziale fino al cinque a tre. Sono tante le recriminazioni in casa salernitana per quello che poteva essere ma non è stato. Sono almeno cinque le occasioni nitide, nei momenti salienti della disputa, per poter portare il parziale su sponda granata e uscire dal PalaRomboli con un risultato diverso.

DICHIARAZIONI DELL’ALLENATORE MARCELLO MAGALHAES – «I ragazzi hanno prodotto parecchio in termini numerici, anche più di quanto visto con il Frosinone. La sfera, però, è rotonda e non sempre va come vorremmo.

Non mi sento di incolpare nessuno per il risultato, è però necessario azzerare gli errori individuali, altrimenti diventa tutto complicato e finora abbiamo perso molti punti per futili disattenzioni. È necessaria più cattiveria sottoporta, altrimenti gli avversari prima o poi ti puniscono. Non possiamo fare due passi avanti e uno indietro, c’è bisogno di regolarità».

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