Dopo un’ora di gara giocata alla grande dalla Salernitana, rediviva dopo la pessima prestazione del Castellani di Empoli, è bastata un’ingenuità di Ochoa per rovinare tutto quanto di buono si era prodotto. Il portiere messicano, in possesso del pallone nella propria area, lo ha servito frettolosamente a Bradaric che, sulla pressione del diretto avversario, lo ha perso dando il via all’azione che ha portato al gol del vantaggio nerazzurro, messo a segno dal neo entrato Lautaro.

Una scelta sbagliata e senza senso del portiere granata, in netto calo di rendimento nell’ultimo periodo soprattutto nelle uscite, che ha consentito alla capolista di ringraziare la retroguardia granata per l’assist fornito e passare in vantaggio proprio nel momento in cui il match sembrava indirizzato a favore della Salernitana che, oltre ad essere riuscita a tenere a bada l’attacco avversario, aveva anche insidiato in più circostanze la porta difesa da Sommer.

Da quel momento in poi il match ha cambiato volto, soprattutto dopo il gol annullato a Legowski per off side dopo pochi minuti dal vantaggio nerazzurro. La Salernitana ha perso certezze e concentrazione, accusando il colpo, mentre per l’Inter la gara si è messa in discesa con la strada spianata al largo successo. Lautaro Martinez ha avuto campo libero e ne ha approfittato per andare in gol per quattro volte in pochi minuti.

Una sconfitta immeritata, soprattutto nella larghezza del risultato, per la squadra allenata da Paulo Sousa che per intensità di gioco, impegno e applicazione tattica, per oltre un’ora è stata a tratti anche superiore alla squadra capolista del campionato. Questa considerazione ci fa porre una domanda! Come si spiega, alla luce di questa ottima prestazione contro una squadra così forte, la pessima e inguardabile prestazione fornita ad Empoli contro l’ultima della classe?

A livello tattico va detto che Paulo Sousa ha, finalmente, apportato dei correttivi soprattutto a centrocampo dove ha schierato contemporaneamente Bohinen, Legowski e Martegani per meglio sopperire all’assenza di Lassana Coulibaly in mediana. E i risultati, per circa un’ora di gioco, si sono visti in positivo. I tre centrocampisti hanno fornito una prestazione positiva, con l’argentino in bella evidenza, capace di giocate di qualità e inserimenti offensivi efficaci.

Il blocco difensivo tutto sommato ha retto bene l’urto con i pericolosi attaccanti nerazzurri, anche se si sono palesati i soliti problemi di marcamento troppo soft e piuttosto largo, mentre in area di rigore sarebbe opportuno far sentire il fiato sul collo agli avversari. Nella fase finale del match, inoltre, i tre difensori centrali sono crollati psicologicamente consentendo a Lautaro Martinez di giganteggiare.

Meno pericoloso del solito Cabral che ha giocato più a ridosso di Dia, terminale offensivo più avanzato. I due non hanno mai creato seri pericoli alla porta nerazzurra anche perché guardati a vista e raddoppiati dai difensori avversari. Positivo l’esordio in casacca granata di Trivante Stewart, prestante e promettente attaccante giamaicano della Salernitana. Da accogliere con soddisfazione anche l’entrata in campo di Tchaouna.

Il pieno recupero di pedine fondamentali quali Candreva e Lassana Coulibaly, la ritrovata forma fisica di Dia, lo spirito di abnegazione e la determinazione messa in campo oggi con la capolista e l’apporto che potranno dare alla causa granata le giovani scommesse Martegani, Legowski, Stewart, Iqwuemesi e Tchauna, potranno consentire alla Salernitana di affrontare il prosieguo del campionato con maggiore fiducia e migliori risultati.

In questo momento e con questo organico, a meno che non siano presenti insuperabili incomprensioni tra le varie componenti societarie oppure evidenti contrasti tra squadra e allenatore, non riteniamo che sia saggio da parte del Presidente Danilo Iervolino cambiare la guida tecnica della Salernitana.

Quello che serve, invece, è dare grandi motivazioni ai calciatori, incentivandone la voglia di riscatto, con vicinanza alla squadra e grande unità d’intenti tra dirigenza e staff tecnico in modo da mettere più fieno in cascina possibile fino a gennaio, per poi intervenire, nel mercato di riparazione, con innesti mirati nell’attuale organico per sopperire alle evidenti lacune e carenze, soprattutto in alcuni ruoli cruciali (almeno un acquisto di sicuro affidamento per reparto).

SALERNITANA-INTER 0-4
63′, 78′, 85′ rig., 89′ Lautaro

SALERNITANA (3-4-2-1): Ochoa 4,5; Lovato 4,5, Gyomber 5, Daniliuc 5 (87′ Pirola sv); Legowski 5,5, Martegani 6 (71′ Mazzocchi 6), Bohinen 6 (79′ Maggiore 6), Bradaric 5,5; Dia 5,5 (87′ Tchaouna sv), Kastanos 6; Cabral 5,5 (79′ Stewart 6). All. Paulo Sousa 6

INTER (3-5-2): Sommer 6; Pavard 6, De Vrij 6, Acerbi 6; Dumfries 6 (79′ Darmian 6), Klaassen 6 (54′ Mkhitaryan 6,5), Calhanoglu 6 (54′ Asllani 6), Barella 6,5 (86′ Agoume sv), Carlos Augusto 6; Sanchez 5,5 (54′ Lautaro 9), Thuram 7,5. All. Inzaghi 6,5

Arbitro: Abisso

Ammoniti: Calhanoglu (I), Jovane Cabral (S), Gyomber (S)