La tattica c’entra in questa sconfitta della Salernitana a Monza. La linea mediana a due, con Legowski e Bohinen è stata letteralmente surclassata dai calciatori brianzoli che sgusciavano da tutte le parti. In assenza di Coulibaly e con Cabral, Candreva e Dia in attacco, il filtro a centrocampo praticamente non c’è stato.

Infatti, due goal del Monza sono stati causati da altrettante palle perse da Cabral e conseguente veloce ripartenza degli avversari. Ma a parte ciò, per tutto il primo tempo, il Monza ha dominato il match essendo padrone del centrocampo. Vignato e Colpani hanno fatto il bello e il cattivo tempo, mettendo in continua apprensione la retroguardia granata.

Complimenti al Monza di Palladino che per larghi tratti della partita ha dimostrato di giocare a memoria, sapere sempre quello che va fatto in campo, con efficacia e tanta qualità nel palleggio e nel fraseggio. Ma, va anche detto, che contro questa Salernitana, un po’ smarrita e priva di convinzioni, anche l’Empoli aveva fatto un figurone a livello tecnico – tattico.

E qui emergono i limiti dell’attuale Salernitana di Paulo Sousa. Limiti tattici, atletici ma anche tecnici. Allo stato attuale, è evidente che alcuni calciatori, quali Ochoa, Mazzocchi e lo stesso Dia, sono lontani parenti dei calciatori forti e determinanti visti in campo nel recente passato.

Ma anche le alternative mancano. Maggiore e Bohinen, a causa di infortuni e forma fisica non al top, Sambia per scelta tecnica, se pur incomprensibile, dell’allenatore, Stewart, Tachauna, Martegani ed Iqwuemesi per il poco tempo a disposizione, non sono riusciti a ritagliarsi un ruolo importante tra i titolari.

Addossare tutte le colpe all’allenatore non è quindi proponibile, anche perché il campionato era iniziato in maniera positiva con due pareggi importanti contro avversarie di alta classifica, se pur frutto di un gioco di squadra non proprio bello da vedere, con tattica attendista e sorniona.

Del resto, le lacune in questo organico ci sono e sono evidenti. L’allenatore portoghese, nonostante l’ultimo posto in classifica e i disastrosi dati numerici di questo avvio di stagione, non è l’unico colpevole. Ma anche lui, al quale vanno comunque riconosciute delle attenuanti, ci sta mettendo del suo.

La caparbietà con cui continua a schierare la difesa a tre con una linea mediana a due, ad esempio, non sta ripagando. Nel secondo tempo, infatti, con la difesa a quattro e la mediana a tre la Salernitana ha giocato meglio ed è stata più efficace nel contrastare ed imbrigliare la manovra offensiva dei brianzoli.

L’ingresso in campo di Stewart e la sua prestazione molto positiva, così come quella di Martegani, inoltre, stanno a dimostrare che questi nuovi acquisti, se pur considerati scommesse, sono in grado, anche da subito, di dare un valido apporto alla causa.

Va detto che Sousa le sta tentando tutte per raddrizzare la barca. Accusato di essere troppo attendista e prudente e di regalare sempre i primi tempi agli avversari, ha schierato la squadra, nelle ultime gare, con un modulo più spregiudicato ed offensivo, ma il rimedio è stato peggiore del male, anche perché, ultimamente, la dea bendata sembra aver girato le spalle alla truppa granata tra pali ed occasioni mancate di un soffio.

Il momento è difficile. Sembra che in queste ore Iervolino stia riflettendo sul da farsi. E’ in gioco l’esonero dell’allenatore. La scelta è difficile. Prendere ora una decisione sbagliata significherebbe compromettere definitivamente il campionato.

Noi rimaniamo convinti delle qualità del tecnico portoghese e riteniamo che, per conoscenza diretta ed approfondita dell’attuale organico, sia quello meglio indicato per risollevare le sorti della Salernitana, ma a patto che scenda dal suo piedistallo e trovi soluzioni tecnico-tattiche adeguate ai calciatori a sua disposizione, senza preclusioni di sorta e con maggiore elasticità mentale.

Non sono i calciatori a doversi adeguare al modulo. I moduli possono e devono essere cambiati all’occorrenza, adeguandoli alle caratteristiche dei calciatori a disposizione. Se Sousa farà questo percorso, siamo convinti sia la scelta migliore per raddrizzare la stagione calcistica granata. In caso contrario, meglio cambiare e dare una svolta netta, scegliendo un allenatore più pragmatico, che badi al sodo e che sia in grado di valorizzare al massimo tutti i componenti dell’attuale parco giocatori.

La prossima gara, con il Cagliari, potrebbe rappresentare la linea di confine o, se preferite, lo spartiacque per il campionato della Salernitana, avendo già la connotazione di match da ultima spiaggia o quasi.

MONZA-SALERNITANA 3-0
9′ Colpani; 18′ Vignato; 82′ rig. Pessina

Monza (3-4-2-1): Di Gregorio; D’Ambrosio, Pablo Marì, Caldirola; Ciurria (64′ Pedro Pereira), Pessina (86′ Akpa-Akpro), Gagliardini, Kyriakopoulos (72′ Birindelli); Vignato, Colpani (64′ Pedro Pereira); Colombo. A disposizione: Lamanna, Sorrentino, Gori, Donati, Machin, F.Carboni, V.Carboni, Maric, A.Carboni, Mota. Allenatore: Palladino

Salernitana (3-4-2-1): Ochoa; Daniliuc, Gyomber, Pirola; Kastanos (83′ Coulibaly), Legowski (46′ Martegani), Bohinen (46′ Maggiore), Mazzocchi (46′ Bradaric); Candreva, Cabral (60′ Stewart); Dia. A disposizione: Costil, Allocca, Bronn, Fazio, Sambia, Botheim, Lovato, Maggiore, Tchaouna. Allenatore: Paulo Sousa

Arbitro: Massimi (sez. Termoli)
VAR: Abbattista
Ammoniti: Vignato (M), Bradaric (S), Coulibaly (S)
Espulsi: –
Note: recupero 1′ e 5′; spettatori 12.494