Secondo giorno ricco di contenuti del festival del calcio Italiano

Si è discusso del futuro per i giovani calciatori con Stefano Colantuono e tanti altri ospiti illustri

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Proseguono i lavori, al Festival del Calcio Italiano, giunto quest’anno all’undicesima edizione.

Presso la Sala Marcello Torre del Palazzo Sant’Agostino – sede della Provincia di Salerno, si è svolto il secondo dei tre giorni di convegni: “Quale futuro per i giovani calciatori?”. Tra gli ospiti che hanno partecipato: Annapaola Voto, ARUS; Stefano Colantuono, Responsabile Settore Giovanile U.S Salernitana 1919; Alessandro Frara, Responsabile Settore Giovanile Frosinone Calcio; Simone Puleo, Responsabile Settore Giovanile Benevento Calcio; Carlo Jacomuzzi, Presidente AIOC (associazione italiana osservatori calcistici); Cristoforo Barbato, Capo Scouting U.S Salernitana 1919.

Apre l’incontro il Giornalista e Project Manager, Donato Alfani che ha ringraziato tutti i partecipanti:

“Porto le scuse di amici invitati che a causa del maltempo non ci hanno raggiunto. Ringrazio Simone Puleo, responsabile del settore giovanile del Benevento, Stefano Colantuono, responsabile del settore giovanile della Salernitana e ringrazio anche il presidente Jacomuzzi, la dottoressa Annapaola che rappresenta la regione e l’aspetto dei grandi eventi e anche l’opportunità legata al turismo, alla sostenibilità, e ringrazio Alessandro del settore giovanile del Frosinone che nonostante i tanti impegni anche societari, mi ha onorato della sua presenza, ringrazio anche il capo scouting della Salernitana.”

A seguito, l’intervento della dottoressa Annapaola: “Questo Panel che mi vede come elemento spurio dato che si parla di calcio ma io sono qui in quanto rappresento l’Arus, agenzia, ente strumentale della regione Campania, scelta dal presidente della regione De Luca, per svolgere attività di promozione sportiva a tutto campo, non soltanto di riqualificazione e alla valorizzazione del patrimonio sportivo campano ma anche alla promozione degli eventi sportivi che possono essere leva di sviluppo del turismo di tutto il settore sportivo e strumento di inclusione e integrazione. Abbiamo fatto e facciamo lavoro di welfare sportivo, cioè l’erogazione di voucher, per l’esercizio gratuito dell’attività sportiva, a favore di minori dai 6 ai 15 anni, per i ragazzi delle famiglie meno abbienti. Questa misura sociale rappresenta anche una misura di supporto per tutto lo sport che ha sofferto per la crisi pandemica che ha inciso molto sull’attività sportiva, e all’indomani della crisi abbiamo raggiunto un trend di crescita verso lo sport.

Le Universiadi, grande evento e grande propulsore per questa crescita, abbiamo avuto 15.000 atleti, 3.500 volontari, abbiamo splittato i villaggi nella varie province e questo ha determinato un grande sentimento positivo verso la politica e l’organizzazione dell’evento. Lo sport oggi ha una finalità densa di significati sociali, aggregativi, legata all’esigenza dopo il Covid di tirare fuori i giovani dall’isolamento”.

Tra i presenti anche Stefano Colantuono, Responsabile Settore Giovanile U.S Salernitana 1919 che si è così pronunciato: “Il mondo settore giovanile è bello e complesso. La Salernitana ma in generale lo sport ha bisogno di nuova linfa grazie ai giovani che vanno addestrati perché in questo mondo ci sono tante dinamiche particolari sotto tanti punti di vista. In Campania ma anche nel basso Lazio, ci sono realtà e giovani molto interessanti. La Salernitana vuole proporsi come una delle realtà più virtuose per i giovani ma per fare ciò è fondamentale anche il loro impegno costante.

Ad esempio lo scouting del Napoli è eccezionale, con Kvaratskhelia ha fatto un grande lavoro andando a prendere questo giocatore sia dal punti di vista tecnico che economico. Complimenti a loro, ma il nostro è un lavoro diverso”.

Nel parterre di relatori, il Responsabile del Settore Giovanile del Frosinone Calcio, Alessandro Frara:

“L’anno scorso è stata un’annata straordinaria. Non siamo partiti con l’obiettivo di vincere il campionato ma con l’obiettivo di migliorare il livello dei nostri giovani della primavera perchè il gap con la prima squadra è ancora notevole e quindi quando arrivano su non sono pronti a fare il grande salto. Abbiamo fatto un importante lavoro sulla mentalità, cercare di creare quelle situazioni che si creano in prima squadra. Quest’anno stiamo affrontando un campionato diverso, siamo in Primavera 1, per noi è il massimo, andiamo a giocare contro piazze importanti che investono milioni di euro.

Il nostro campo d’allenamento è adiacente a quello della prima squadra, ci alleniamo quasi sempre in contemporanea. Alcuni nostri ragazzi si allenano molto spesso con la prima squadra. Il nostro obiettivo è formarli e i ragazzi devono avere l’ambizione e il sogno di arrivare in prima squadra”.

Successivo, l’intervento di Simone Puleo, Responsabile Settore Giovanile Benevento Calcio:

“L’Italia sta vivendo un momento difficile dal punto di vista della federazione. Quasi una generazione non ha avuto la possibilità di vedere l’Italia ai mondiali. L’Italia ha le potenzialità per rialzarsi, sicuramente bisogna lavorare in maniera diversa facendo sacrifici. Oggi con la legge Bossmann la maggior parte dei giocatori in Serie A e Serie B sono stranieri, quindi per un ragazzo del settore giovanile arrivare in prima squadra è ancora più difficile perché la prima squadra va più sui ragazzi stranieri.

Stefano Colantuono al Festival del Calcio Italiano

Poi aggiungo che in Italia c’è meno fame rispetto alle altre nazioni. Alcune società, soprattutto al sud, devono fare di più perché non hanno centri sportivi polifunzionali e da questo punto di vista un aiuto delle istituzioni non sarebbe male. Fare un settore giovanile significa fare un percorso di crescita a livello umano e anche calcistico ma per quest’ultimo fattore servono una serie di incastri giusti. Gli stranieri hanno più fame ma alcune società ne abusano perché non è possibile vedere alcune volte 8 stranieri su 11. C’è da lavorare tanto per ricreare quello spirito per rivedere l’Italia al mondiale. Nelle liste ad esempio si può allargare il numero di italiani rispetto agli stranieri magari con degli incentivi (anziché 25% di tasse per chi viene dall’estero, per un ragazzo del settore giovanile la società d’appartenenza ad esempio risparmia l’80% di tasse”.

Dell’ AIOC, associazione italiana osservatori calcistici, ha parlato il Presidente, Carlo Jacomuzzi: “In italia ci sono circa 1300 osservatori ma solo 100 sono iscritti. Gli altri lavorano magari anche con assicurazioni inesistenti per cercare di scovare dei talenti. Il lavoro fatto da queste persone non è supportato dalle società perché guardano soltanto il ricavato e non pensano che il lavoro fatto alla base porta a dei risultati anche alla prima squadra.

Spesso gli stranieri che arrivano in Italia non sono scovati dagli osservatori ma arrivano grazie alle amicizie di procuratori con presidenti o direttori sportivi e quindi i nostri osservatori fanno un lavoro che viene mortificato dalla presenza di calciatori che devono giocare per forza perché costano e magari non giocano ragazzi italiani che potrebbero darci una mano. La federazione deve mettere un limite ai giocatori stranieri in prima squadra e in primavera e negli allievi.

L’Atalanta fino all’anno scorso era il miglior settore giovanile d’Italia, adesso è terzultima se non erro. Gli osservatori dei settori giovanili non sono valorizzati e le società ne devono prendere atto.

In chiusura, l’intervento di Cristoforo Barbato, Capo Scouting U.S Salernitana 1919:

“Il problema è strutturale, l’Italia è rimasta a 30 anni fa dal punto di vista delle infrastrutture. Il tutto parte dalla politica e poi da lì tutto si è riversato sugli altri settori calcio compreso. Non c’è stato uno sviluppo, si sono messe delle toppe per cui non si riesce ad avere un’analisi strutturale per cambiare le dinamiche attuali. Le regole degli Under in Serie D ha ammazzato la base e una volta ammazzata la base è chiaro che poi la piramide si restringe sempre di più. Ciò consente ai mediocri di emergere e non ai migliori perché c’è l’obbligo di farli giocare. Non ci sono tanti giocatori che hanno le capacità per arrivare a certi livelli e quindi man mano che si scende aumenta la mediocrità. Se non si fa una rivoluzione strutturale con una visione del futuro faremo sempre più fatica”.

Le giornate Professionali dello Sport, proseguiranno domani, 15 dicembre.

Di seguito il programma della giornata:

Giovedì 15 – ore 11:00 – SPORT, TECNOLOGIA SPORTIVA & GAMES  / Hub Formamentis, Pontecagnano (Sa); 

Giovedì 15 – ore 16:00 – SPORT, BUSINESS MANAGEMENT & FORMAZIONE / Hub – Formamentis, Pontecagnano (Sa).

Giovedì ore 17:00 – Presentazione Libro sulla SALERNITANA – “MACTE ANIMO, qui si fa la storia”, scritto da Gaetano Ferraiuolo e edito dalla casa editrice Saggese Editori / Hub Formamentis – Pontecagnano;

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